Veronica Alippi (RSI)

Claudio vs Marco: stili a confronto

Uniti da una particolarità che potrebbe fare la differenza: sanno smarcarsi dal loro partito

All’inizio di una campagna elettorale sono tanti gli interrogativi aperti. All'inizio di questa campagna elettorale ci siamo chiesti alternativamente: la Lega manterrà i due seggi? Chi potrebbe raddoppiare, PLRT o PPD?  Ci sarà ancora una donna in governo? Regazzi potrebbe mettere in discussione Beltraminelli? E Vitta ce la farà contro i giovani rampanti del suo partito? Ma più passa il tempo, più ci si avvicina al 19 aprile, e più queste domande trovano naturale risposta. Ce n’è una invece che solo le urne potranno soddisfare. E riguarda la popolarità di Claudio Zali.

Il ministro, nominato senza votazione, rischia di raccogliere una valanga di voti alla sua prima esperienza elettorale, al primo vero confronto popolare. Lo dicono i sondaggi, lo dice anche « l’aria che tira ». Lo stile schivo e diretto di Zali - un mix tra naturale rudezza, calcolata ritrosia e un po’ di astuzia - piace. Studia, si prepara, propone soluzioni. Lo fanno tutti i consiglieri di Stato, si dirà. E’ vero, ma lui sembra intervenire laddove, si pensava, nessuno sarebbe mai intervenuto. Tanto meno un consigliere di Stato leghista. Ha eliminato parcheggi abusivi, fatto partire la ferrovia Stabio Arcisate anche se monca, proposto gli ecoincentivi, una tassa di collegamento e, addirittura, quella cantonale sul sacco.

Ha fatto, dunque. Ma ha anche fatto arrabbiare. I cacciatori all’inizio, poi le aziende e i commercianti, passando per  i Comuni e concludendo con gli altri partiti. Insomma, non è certo uno che cerca a tutti costi il consenso, così caro al nostro sistema politico. Le urne premieranno questo modo di fare, che raccoglie sicuramente tanti estimatori, ma che genera anche diversi acerrimi nemici ?

Si impone, a questo punto, il confronto con il suo pre-predecessore: il re delle urne, il primatista dei preferenziali, «Mr. 80mila voti» Marco Borradori. Tanto lui è misurato e diplomatico, tanto può risultare secco e scostante Zali. Tanto uno cerca la mediazione e il compromesso, tanto l’altro sembra puntare all’obiettivo senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Tanto uno è un animale pubblico, tanto l’altro sembra essere a disagio di fronte agli estranei. Tanto uno vuole accomunare, tanto l’altro non esita a dividere. Due personalità e due stili profondamente diversi. Io mi chiedo se sapranno raccogliere lo stesso gradimento popolare.  Entrambi in ogni caso sanno come smarcarsi dal proprio partito. Forse è questo che fa davvero breccia.

Veronica Alippi