I titoli sul voto per il rinnovo del Gran Consiglio

L'onda di PLR e Lega

La rassegna stampa ticinese all'indomani del voto per il rinnovo del Gran Consiglio

martedì 21/04/15 08:14 - ultimo aggiornamento: martedì 21/04/15 13:54

I principali giornali ticinesi accendono i riflettori sulla vittoria di liberali e leghisti il giorno dopo il voto per il rinnovo del Gran Consiglio. L'onda liberal-leghista, titola la Regione Ticino, spiegando che PLR e Lega confermano la crescita elettorale. "La prima notizia è che vinti e vincitori sono lì da vedere...Sorridono in ugual misura Lega e PLR", scrive Aldo Bertagni nel suo editoriale, sottolineando come il risultato finale, però, sia un Gran Consiglio "frammentato come prima e più di prima".

Le aperture dei principali quotidiani ticinesi

Gianni Righinetti, sul Corriere del Ticino, sotto il titolo "PLR e Lega fanno maggioranza", nel suo articolo "Quel tandem costretto a governare" sottolinea che dalla legislatura del triciclo si è passati, appunto,a quella del tandem. "Dato che la matematica non è un'opinione, i due partiti che escono vincitori da queste elezioni avranno 46 seggi, ovvero la maggioranza assoluta dei voti nell'aula del Parlamento, seppur con uno scarto minimo. Questo fatto significa una sola cosa: responsabilità", spiega Righinetti, chiedendosi se PLR e Lega riusciranno ad andare d'accordo.

"Chi ha vinto in Governo vince anche in Parlamento", titola il Giornale del Popolo, evidenziando nel grafico a torta la nuova composizione dell'assemblea con l'avanzata di PLR e Lega (rispettivamente da 23 a 24 deputati e da 22 a 23) e la perdita di terreno di PPD (meno 2 seggi, a 17 deputati), PS (-1, a 13), i Verdi (-1, a 6), e ricordando i dati di la Destra (che conferma i 5 seggi), MPS/Comunisti (+1, a 2) e l'ingresso di Montagna Viva con un seggio. Gianmaria Pusterla, nell'editoriale "Ora iniziano le danze", riflette sulla nuova legislatura e sulle strategie degli "altri", i partiti fuori dal Governo. Nel caso dei Verdi, Pusterla, scrive che, evidentemente, allargare il proprio programma elettorale (la difesa del lavoro indigeno, ad esempio) non è bastato, poichè altri partiti e movimenti sono stati più credibili su certi temi.

M.Ang.

Dal TG12.30:

 

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