Manuele Bertoli alla Biblioteca cantonale di Bellinzona (rsi)

“Periodo difficile, ma sono disponibile”

Manuele Bertoli ci parla di: clima politico ticinese, scuola e LAC, ma anche delle sue ambizioni ad un anno dalle elezioni: “Ci terrei a stare su quella lista”

“Questo è un luogo di cultura, di riflessione, di approfondimento e di studio. E credo che in una società così veloce, riflettere sia un elemento importante di cui ci scordiamo troppo facilmente”. Nel nostro terzo incontro con i consiglieri di Stato, ad un anno dalle elezioni cantonali del 2015, abbiamo incontrato, alla Biblioteca cantonale di Bellinzona, il direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), Manuele Bertoli.

Dapprima la scuola. “Da settembre aumenteranno i salari per i docenti comunali”, ricorda Bertoli. “Per il resto bisognerà attendere la riforma generale degli stipendi dell’amministrazione cantonale, che tocca anche, per la metà, i salari dei docenti. Il problema grosso naturalmente è quello delle risorse disponibili”, aggiunge. “Docenti frontalieri nella scuola pubblica ce ne sono pochi. Siamo sotto il 3%. E ci sono laddove non abbiamo disponibilità di docenti residenti”, afferma il ministro.

Questione Palace. “Credo che la ‘grande sfida’ sarà quella di dare a questo contenitore, che è il LAC e che è pure molto bello, un contenuto all’altezza dei tempi e delle aspettative dei ticinesi”, prosegue Bertoli.

Padroncini, frontalieri, blocco dei ristorni: è dura per un socialista far parte di questo Governo? “No. Ma è difficile affrontare di pancia tutta una serie di tematiche. Devo dire che, in generale, questo il Governo non lo fa. Ma subisce questo tipo di atteggiamento che viene sia dal Gran Consiglio , sia da quello che sta fuori dalle istituzioni. E’ un periodo difficile, questo: i ragionamenti e gli approfondimenti non hanno grande spazio”.

Per il Consiglio di Stato il PS prepara una lista forte o di accompagnamento? “Ambedue le scelte - conclude Bertoli - possono avere una loro logica. Toccherà al partito decidere e non al sottoscritto. Dico solo che io sono disponibile a continuare e dunque che ci terrei a stare su quella lista”.

Joe Pieracci