Claudio Zali in stazione a Lugano (Ti-Press / Ti-Press)

"Non ho lasciato per fare il tappabuchi"

Claudio Zali ci parla dei suoi dossier, della Lega, della morte di Bignasca e ci svela, ad un anno dalle elezioni, le sue ambizioni politiche

Claudio Zali lo abbiamo accompagnato sul TILO che da Bellinzona ci ha portati a Lugano, dove si è recato per inaugurare i lavori per la realizzazione del nuovo atrio centrale della stazione. "Ma solitamente mi reco al lavoro in automobile”, ammette.

Due i temi che finora hanno contraddistinto il suo mandato. Il primo è quello della lotta al traffico nel Sottoceneri: per togliere alcune migliaia di macchine negli orari di punta bisogna, secondo Zali, chiudere i parcheggi abusivi e spingere maggiormente il car pooling: “E credo che, ragionando a mente fredda su questa problematica, nessuno può dichiararsi contrario a questa iniziativa”, afferma il ministro. Il secondo tema concerne il dossier con le “misure sui padroncini" che “attualmente è stato inviato per delle verifiche al gruppo che già curava il tema. E che a breve tornerà sul tavolo del Governo”.

“Per la Lega è stato un anno difficile, abbiamo dovuto serrare le file”, ha spiegato riferendosi alla morte del fondatore Giuliano Bignasca e del consigliere di Stato Michele Barra.

E sulle accuse di essere in campagna elettorale ci dice, ironicamente: “Non ci ho nemmeno pensato a dire il vero. No, faccio il mio lavoro”. E per quanto riguarda la sua candidatura alle prossime elezioni per il Consiglio di Stato, l’ex giudice del Tribunale d’appello è categorico: “Non ho lasciato la Magistratura per fare il tappabuchi. Certo che mi ripresenterò se il partito mi accorderà la sua fiducia”.

Ludovico Camposampiero