I fratelli Salvioni (RSI)

I volontari ticinesi

Al fronte per altri eserciti: i fratelli bellinzonesi Salvioni e il malcantonese Ramponi

Un secolo fa furono numerosi i ticinesi che partirono in guerra per combattere e morire chi per la Francia, chi per l'Italia. Una situazione impensabile oggi con il clima che si respira tra i due paesi, eppure nel maggio del 1915  è successo, in nome della comune radice linguistica, in nome dell'italianità.

Tra di loro vi furono, per esempio, i fratelli poco più che ventenni Ferruccio ed Enrico Salvioni, figli del professor Carlo Salvioni, il fondatore del vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana. Enrico, sottoufficiale andò a combattere in montagna nella zona di Cortina d’Ampezzo, Ferruccio sul Carso di fronte a Gorizia che allora era austriaca.

Una scelta simile la fece anche il malcantonese Ferdinando Ramponi, pittore, che partì volontario per schierarsi con l'esercito francese sul fronte della Marna. Ferito sul campo venne riformato, ma volle entrare a tutti i costi in aviazione. Morì durante il conflitto in circostanze non troppo chiare, come non troppo chiare furono le circostanze che portarono al decesso dei due Salvioni in Italia.

 

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