(Fonte: Alina Borioli, "Vos det la faura", Quinto, 2004)

Alina Borioli (1887-1965)

 

Alina Borioli, figlia di Davide Borioli e Maria nata Togni, nacque il 23 novembre 1887 a Ambrì Sopra, in Valle Leventina. Nel 1906, dopo aver ottenuto la patente di maestra presso la scuola magistrale insegnò per un anno nella scuola elementare di Lavorgo e, dal 1907 al 1914, per sette anni presso l’istituto maggiore di Russo.

Tra il 1914 e il 1915 sospese provvisoriamente la sua carriera di insegnante per trasferirsi a Ginevra e seguire i corsi di pedagogia presso il rinomato istituto Rousseau. Purtroppo però, proprio in quel periodo, iniziarono a manifestarsi i sintomi della malattia degenerativa che l’avrebbe resa completamente cieca.

Rientrata in Leventina e costretta ad abbandonare definitivamente l’insegnamento  a causa della progressiva riduzione della vista si impegnò nel recupero e nella conservazione della memoria alpina raccogliendo leggende e proverbi popolari leventinesi e si dedicò, con un certo successo, alla scrittura.

Dal 1926 la sua fama superò i confini valligiani grazie alla pubblicazione Vecchia Leventina. Nel 1928, in occasione della prima Esposizione nazionale del lavoro femminile (SAFFA), Alina Borioli collaborò alla stesura e alla pubblicazione di Donne Ticinesi scrivendo sia il capitolo dedicato all’adorata maestra Orsolina Pedrini, sia quello incentrato sui lavori delle donne nella valle Leventina.

A partire dagli anni Trenta si avvicinò alla poesia dialettale, una tecnica espressiva che le permise di far rivivere ancora meglio alcuni aspetti caratteristici della sua realtà. Nel 1955 vinse il terzo premio ad un concorso letterario promosso nella rivista Il Cantonetto con la sua celeberrima poesia Ava Giuana. Nel 1964 alcuni suoi testi poetici vennero raccolti nel breve volume intitolato Vos det la faura.

Nel corso della sua vita collaborò inoltre con numerose riviste cantonali e tra il 1955 e il 1963 scrisse regolarmente per il settimanale Cooperazione firmandosi con lo pseudonimo di Abete.

Dopo una vita dedicata all’insegnamento, alla scrittura e alla conservazione della memoria della sua Leventina, Alina Borioli si spense ad Ambrì, il 14 luglio 1965, all’età di 78 anni.

 

Biografia redatta da Susanna Castelletti nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
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Fonti e bibliografia