(Fonte: AARDT, Fondo Donne ticinesi)

Anita Calgari-Triulzi (1909-1998)

 

Anita Calgari nacque a Faido il 10 ottobre 1909 da Erminia Berla e Cesare Calgari. Dopo le scuole dell’obbligo svolte a Faido, frequentò la scuola Magistrale Santa Maria di Bellinzona, divenendo maestra nel 1927. Insegnò prima a Prato Leventina e successivamente nel paese natale. Nella prima metà degli anni Quaranta si trasferì ad Annecy (Alta Savoia) e sposò l’architetto Enrico Triulzi, dal quale dopo anni divorziò.

Durante i diciassette anni vissuti in Francia, Anita insegnò italiano prima nelle scuole elementari, poi nei licei. Scrisse libri per bambini, si occupò di traduzioni dal francese, e, nel 1946, iniziò una collaborazione con il settimanale Le Courrier Savoyard occupandosi di problemi femminili. A questo tema si interessò anche in lingua italiana, collaborando con il settimanale Vita Femminile e creando, nel 1953, la “Pagina della donna e della casa” sul quotidiano Il Giornale del Popolo. Lo stesso anno intraprese pure la collaborazione con la rivista dell’OTAF Semi di bene. Prima del rientro in Ticino, Anita frequentò l’Università di Perugia.

Tornata in Svizzera e trasferitasi a Muralto, tra gli anni Sessanta e Settanta, Anita affiancò all’insegnamento del francese altre attività, prima tra tutte la collaborazione con il Giornale del Popolo sul quale curò per anni la nota rubrica “Minime”. Collaborò inoltre con le pubblicazioni Il Paese e Il Risveglio e scrisse in diversi Almanacchi della Svizzera Italiana. Nel 1973 vinse una medaglia d’oro al Premio internazionale di giornalismo Albartour e nel 1975 fu premiata per la fiaba Il grande viaggio al concorso Radioscuola.

Nel 1972 pubblicò L’altalena, testo che andava a chiudere il ciclo di manuali scritti per le scuole elementari, mentre nel 1987 uscì A zonzo per il Ticino, la sua opera forse più nota.

Intensa fu anche l’attività di volontariato. Prima della seconda Guerra Mondiale, Anita Calgari fu membra dell’Opera d’assistenza alla fanciullezza della Leventina e, successivamente, si occupò di adozioni dei bambini vittime del secondo conflitto mondiale.  

Negli anni Settanta fu volontaria per l’Unitas e membra dei comitati della Pro Juventute e del Consorzio di aiuto domiciliare di Locarno.

Infine entrò anche in politica divenendo, nel 1984, consigliera comunale di Muralto tra le fila del Partito popolare democratico.

All’età di 89 anni si spense a Faido nel febbraio 1998.

 

Biografia redatta da Claudia Fabrizio nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
© 2016 AARDT – CH 6900 Massagno

 

Fonti e bibliografia