(Fonte: Irma Russo-Giudici, "Dipinti e sculture", Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 1992)

Irma Russo-Giudici (1899-1994)

 

Irma Giudici nacque in Italia a Carate Lario, in provincia di Como, il 13 agosto 1899. Entrambi i genitori erano docenti. Dopo la morte del padre nel 1902, la madre Olga, nata Gobbi, originaria di Stabio, decise di trasferirvisi con le due figlie, Irma e la sorella Giuditta. Irma frequentò le elementari inizialmente a Stabio e poi a Chiasso dove si trasferì con la madre e la sorella, mentre seguì il ginnasio, il liceo e la formazione pedagogica a Lugano. Qui si diplomò come insegnante nel 1919 e da allora insegnò per due anni presso le scuole maggiori di Mendrisio, poi per altri due anni alla scuola tecnica di Stabio e infine alle scuole maggiori di Chiasso, dove lavorò per 36 anni. Si sposò nel 1927 con Francesco Agostino Russo, ma dopo 18 anni rimase vedova, senza figli. Era il 1945, da allora dedicò la sua vita all'arte.

La Russo-Giudici seguì inizialmente il pittore Rocchi di Como lavorando con l'acquerello, proseguì poi uno studio sul disegno a Milano con Innocente Cantinotti. In seguito, patrocinata da Achille Beltrame, illustratore della Domenica del Corriere, entrò a far parte dell'Associazione degli Acquerellisti Lombardi. Durante gli anni 1924-25, Irma Russo-Giudici iniziò così ad esporre. Fu un susseguirsi di premi, acquisti e scambi con altri artisti. Partecipò a mostre collettive, organizzate anche da associazioni femminili come quella del Circolo Donne artiste e laureate di Como e allestì delle mostre personali. Dopo il 1945 iniziò ad interessarsi alla scultura: trascorse un periodo presso lo scultore Remo Rossi a Locarno e in seguito presso Giacomo Manzù, come libera allieva presso l'accademia di Brera. Costretta a trasferire le sue creazioni a più riprese per ragioni logistiche, non smise mai di lavorare. Proseguì anzi riuscendo a dare forma lei stessa alle sue creazioni tramite la lavorazione del legno.

Le sue opere furono esposte in Svizzera e all'estero, da un lato e dall'altro delle Alpi, arrivando fino a Bruxelles. Il Comune di Chiasso le dedicò due mostre: una nel 1974 e una nel 1989 per i suoi 90 anni. Quest'ultima fu visitata da migliaia di persone. La sua produzione artistica divenne nel 1989 patrimonio d'arte di proprietà del Comune di Chiasso.

Trascorse i suoi ultimi anni di vita tra Solduno e Milano e morì il 22 aprile 1994, “tra Chiasso e Locarno”. Ne venne dato l'annuncio soltanto a funerali avvenuti, secondo la sua volontà.

 

Biografia redatta da Sara Camponovo nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
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Fonti e bibliografia