(Fonte: AARDT, Raccolta documentaria Donne Ticinesi, Terribilini-Fluck Marili)

Marili Terribilini-Fluck (1925-2011)

 

 

Nacque a Bellinzona il 22 dicembre 1925, figlia di Amalia Bonalini e di Hans Fluck, ingegnere impegnato nei lavori di bonifica del Piano di Magadino. Di formazione analista di laboratorio, nella seconda metà degli anni Quaranta lavorò nel settore chimico-industriale. Dal matrimonio con il magistrato Bruno Terribilini (1951) ebbe due figlie, Dinorah e Giovanna.

Iscritta dalla fine del 1956 al Partito Socialista Ticinese (PST), giunse in breve tempo a ricoprire incarichi di responsabilità; nel 1958 fu nominata presidente dell’Unione Donne Socialiste Ticinesi (UDST), mentre negli anni seguenti venne più volte designata a rappresentare l’UDST nella Direzione e nel Comitato Cantonale del PST, oltre che nel Comitato Centrale delle Donne Socialiste svizzere. Obiettivo principale della sua attività politica era, in quel periodo, la promozione del suffragio femminile, sia all’interno del partito, sia nella società civile. Significativo, a questo proposito, fu il lavoro all’interno della Federazione Ticinese delle Società Femminili (FTSF), nella quale rappresentò le Donne Socialiste e di cui fu vicepresidente tra il 1973 e il 1980.

Nel 1971 risultò tra le prime undici donne elette in Gran Consiglio, la prima socialista accanto alle liberali Elsa Franconi-Poretti, Linda Brenni, Elda Marazzi, Alice Moretti e Dina Paltenghi-Gardosi e alle rappresentanti del Partito Popolare Democratico Dionigia Duchini, Ersilia Fossati, Rosita Genardini, Rosita Mattei e Ilda Rossi.

Rieletta nel 1975, nel 1978 venne nominata vicepresidente del legislativo cantonale. Alle elezioni del 1979 mancò, per pochi voti, il terzo mandato, ma rientrò come subentrante nel biennio 1982-83.

Negli anni Settanta, di fronte a una spirale inflazionistica che corrodeva progressivamente i redditi reali, i suoi interessi si concentrarono sulla difesa delle consumatrici. Ispiratrice, artefice e fondatrice dell’Associazione delle Consumatrici della Svizzera Italiana (ACSI), la presiedette dal 1974 – anno della nascita – fino al 1984. Animata da una precoce sensibilità ecologista, si impegnò a promuovere un modello di consumo sobrio, critico ed attento alle implicazioni ambientali; esemplare, in tal senso, fu la battaglia condotta contro la presenza dei fosfati nei detergenti, responsabili dell’eutrofizzazione delle acque.

Gli anni Ottanta videro una ridefinizione del suo ruolo nel Partito Socialista Ticinese; convinta sostenitrice di una riunificazione con il Partito Socialista Autonomo, dopo il Congresso di Chiasso (1985) si avvicinò alla “Comunità di lavoro per il rinnovamento e l’unificazione dei socialisti” guidata da Dario Robbiani.

Nel 1989 si dimise dal suo incarico nel Consiglio Comunale di Sorengo, nel quale sedeva dal 1976. Si spense il 30 settembre 2011.

 

Biografia redatta da Isabella Rossi nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
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Fonti e bibliografia