(Fonte: RSI, Teleteca)

Mimi Lepori Bonetti (1949-2016)

 

Mimi (Celestina) Lepori nacque a Lugano il 2 aprile 1949, secondogenita di Gina Lepori-Miccoli (1915-1999) e Aldo Lepori (1916-1977), imprenditore edile capriaschese. Dopo le scuole in Ticino e presso il collegio cattolico Stella Maris a Rorschach, intraprese gli studi universitari a Friborgo, dove ottenne il diploma di assistente sociale nel 1972. Assunta dal Dipartimento delle Opere Sociali (DOS) del Canton Ticino, le fu affidato il coordinamento degli istituti minorili nel settore delle attività sociali diretto da Carla Balmelli. Nel 1974, tornò a Friborgo per conseguire la laurea in Scienze sociali. Rientrata in Ticino nel 1976, dedicò quarant’anni di incessante impegno al settore sociale privato, alla politica e alla società civile, in un crescendo di autorevolezza. Nel 1983 sposò Daniele Bonetti con il quale ebbe due figli, Ilaria (1986) ed Eugenio (1987). La famiglia, l’appartenenza a Comunione e liberazione e la passione per la montagna furono onnipresenti nella vita di Mimi Lepori Bonetti.

La carriera politica di Mimi Lepori Bonetti, esponente del Partito Popolare Democratico (PPD), cominciò nel 1983 con una brillante elezione in Gran Consiglio, mandato che l’elettorato le rinnovò nelle successive elezioni (1987: 40’791 voti; 1991: 45'854 voti). Condivise l’azione politica con l’Associazione Donne PPD e le deputate Alida Andreoli, Maria Ghioldi-Schwiezer, Chiara Simoneschi-Cortesi e Francesca Lepori. Sin dalla prima legislatura fece parte della Commissione della Legislazione e della Commissione speciale in materia sanitaria. Parlamentare critica sulle politiche sociali cantonali, ne evidenziava i limiti di fronte alle problematiche emergenti: la scarsa attenzione ai diversi soggetti sociali (famiglie biparentali e monoparentali, anziani, disabili, disoccupati), la mancanza di coordinamento fra l’azione dello Stato e il settore sociale privato e il dipartimentalismo. Tuttavia, il suo sguardo politico abbracciava gran parte delle tematiche cantonali e federali dibattute in quegli anni: l’alloggio, la povertà relativa, la parità fra i sessi, l’imposizione fiscale delle famiglie, il piccolo credito, i profughi e temi etici che affrontava con i suoi fermi valori cristiani. Dal 1985 al 1989, fece parte della prima commissione istituita dal Consiglio di Stato per lo studio della condizione femminile. Nel 1989 fu acclamata alla vicepresidenza del PPD, prima donna a ricoprire tale carica. La sua competenza fu apprezzata anche a livello nazionale, nella Commissione di politica sociale del Partito Democratico Cristiano.

Nell’autunno 1991, tentò elezione in Consiglio nazionale: “Mi presento come donna, come cattolica, come persona impegnata nel settore sociale. Come donna mi stanno a cuore i problemi le­gati alla famiglia e all’educazione dei figli; come cattolica il mio riferimento risiede nella dottrina sociale della Chiesa, dalla quale posso far mio il modo come il poli­tico si deve muovere nella società e so­prattutto posso far miei i valori della solidarietà, della sussidiarietà, della libertà. Come persona impegnata nel sociale, uno dei miei compiti sarà quel­lo di dar voce ai problemi della gente. lo credo che il primo compito di que­sta politica sia di rispondere ai biso­gni dell’uomo”. Nel 1993, subentrò a Gianfranco Cotti e lasciò il seggio in Gran Consiglio. Per due anni rappresentò il Ticino a Berna e nella Commissione parlamentare per la formazione e la ricerca. Nel 1995 mancò la rielezione, sconfitta che non le impedì di essere nominata in importanti commissioni nazionali extraparlamentari: la commissione “Invecchiare in Svizzera”, il gremio di esperti del Fondo nazionale n. 32 dedicato agli anziani, il Consiglio sullo sviluppo sostenibile; il Consiglio federale la nominò nella Commissione federale dell’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (AVS).

Dopo gli impegni parlamentari a Bellinzona e Berna non si sottrasse a cariche di servizio nel partito: nel 1999 assunse la presidenza della sezione PPD di Lugano, nel 2004 e nel 2008 fu candidata al Municipio della Città di Lugano.

Per vent’anni, dal 1976 al 1996, Mimi Lepori Bonetti fu co-responsabile in seno alla Caritas diocesana, implementando nuovi ambiti di attività, fondati su pragmatismo e nuove metodologie di intervento sociale: per esempio, l’azione di accoglienza dei boat people vietnamiti attraverso una rete di solidarietà nelle parrocchie, gli aiuti ai terremotati d’Irpinia e la progettazione dei primi programmi occupazionali per disoccupati di lunga durata.

Nel 1996, fondò CONSONO, un’agenzia di consulenza sociale non-profit, crogiolo di competenze, esperienze e visioni di una donna capace di riformare, ristrutturare, innovare e plasmare per rispondere ai mutamenti sociali e culturali. La Direzione dello Sviluppo e della Cooperazione del Dipartimento federale degli affari esteri le assegnò il mandato di riunire in una federazione le organizzazioni non governative (ONG) della Svizzera italiana: nel 1999, dopo aver federato ben 49 ONG, assunse la presidenza della FOSIT che la impegnò fino al 2007.

Cofondatrice nel 1996 della Fondazione San Gottardo per l’accoglienza di persone disabili, in seguito ne assunse la direzione. Nel 1997, con altri amici, costituì l’Associazione di Cooperazione Ticinesi e Associati per l’aiuto allo sviluppo (ACTA). Mimi Bonetti Lepori è ricordata anche quale presidente della Fondazione Vanoni, dell’Associazione delle cliniche private ticinesi (ACPT), dell’Associazione per la formazione nelle strutture sanitarie e negli istituti sociali (FORMAS) e dell’Associazione ticinese degli istituti sociali (ATIS). Fece parte sin dalla costituzione del Consiglio della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e presiedette la Commissione Gender SUPSI per un decennio. Fu promotrice del master Intercultural Communication all’Università della Svizzera italiana. Il Consiglio di Stato la coinvolse in commissioni e gruppi cantonali dedicati a indirizzi di politiche sociali – lotta contro il razzismo, assegni familiari, anziani e famiglie – e di pianificazione sanitaria.  

La malattia e la morte il 25 giugno 2016 interruppero il percorso di Mimi Lepori Bonetti, politica e imprenditrice sociale dalle visioni innovative.

 

Biografia realizzata nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
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Fonti e bibliografia