(Fonte: RSI, Teleteca)

Pia Calgari (1913-1999)

 

Pia Calgari, sorella di Anita Calgari, nacque a Faido il 3 settembre 1913 da Erminia, nata Berla, e Cesare Calgari. Compiuti gli studi elementari e maggiori a Faido, frequentò il ginnasio e la scuola magistrale a Locarno, ottenendo la patente di maestra nel 1933. Il desiderio di approfondire le proprie conoscenze la portò a proseguire gli studi per un anno presso l’Istituto Jean-Jacques Rousseau di Ginevra, dove entrò in contatto con personalità importanti del mondo pedagogico svizzero come Édouard Claparède, Pierre Bovet, Adolphe Ferrière e molti altri. Il suo interesse per la pedagogia la spinse quindi a trasferirsi a Roma, dove frequentò per un anno la scuola di Giuseppe Lombardo Radice e l’Alta scuola Magistrale Ortofrenica fondata da Maria Montessori.

Negli anni della Seconda guerra mondiale, si dedicò al volontariato presso la Croce Rossa e il Soccorso ai bambini vittime della guerra. Nel 1942, sempre per approfondire le proprie conoscenze – in questo caso del tedesco – si iscrisse all’Università di Basilea, dove frequentò per due semestri. Insegnò in diverse scuole del Ticino: dapprima nella casa dei bambini di Brugnasco (Airolo), in una sede molto povera di mezzi didattici e composta da otto classi miste, in seguito presso le scuole di Morcote, Osogna e Lugano.

Nel 1952, il Consiglio di Stato la scelse quale Ispettrice delle Case dei Bambini, carica nella quale succedette a Felicina Colombo: da allora e fino al 1977, il mondo dell’educazione pre-scolastica divenne per Pia Calgari il principale campo di azione ed interesse.

Ripensò la scuola dell’infanzia in tutti i suoi aspetti, lavorando sui programmi di insegnamento e sulla formazione del corpo insegnante, modificando la concezione delle sedi di scuola materna dal punto di vista architettonico e delle dotazioni didattiche, emanando il primo Regolamento per le Case dei Bambini nel 1960, e scrivendo nel 1972 anche un manuale, intitolato Scuola materna ticinese: indicazioni e direttive per il mobilio, le attrezzature, il materiale di sviluppo, la refezione per una sezione, ispirato alla concezione pedagogica della scuola attiva che voleva che ciascuna sezione fosse dotata di ogni mezzo necessario a permettere le diverse attività infantili, singole e in gruppo.

Si spese incessantemente per il rinnovamento edilizio e strutturale degli asili, che nel Cantone erano allora spesso ancora collocati in sedi vecchie e poco funzionali, promuovendo un rinnovamento edilizio e di contenuti delle sedi scolastiche, che trovò sostegno da parte dei Comuni e dello Stato: le sedi di scuola dell’infanzia passarono da 133 a 190, le 330 sezioni esistenti nel 1977 erano per il 90% ospitate in costruzioni nuove o ristrutturate, e gli allievi crebbero da 4000 a quasi 8000.

Si attivò molto anche in favore della formazione e soprattutto dell’aggiornamento delle maestre, organizzando corsi sia in Ticino, sia all’estero, ad esempio promuovendo la partecipazione delle docenti ai Convegni organizzati dal Centro didattico nazionale italiano per la scuola materna.

Lasciata l’attività professionale in seguito al pensionamento, collaborò in diverse occasioni con la Radiotelevisione svizzera RSI, conducendo in diverse occasioni la trasmissione Radiomattina, e si dedicò anche al volontariato: ad esempio, nel 1979 venne scelta quale prima presidente del neo costituito “Club Amici dei Fiori” sorto a Lugano, e nel 1980 assunse la carica di presidente della neonata sezione svizzera dell’Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo (OPAM).

Si spense a Lugano, il 28 maggio 1999.

 

Biografia redatta da Nicoletta Solcà nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 

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Fonti e bibliografia