(Fonte: RSI, Fondo privati, Franchino Rusca)

Polia Rusca (1884-1975)

 

Nata Schenderowitsch a Cholmetz in Bielorussia il 15 ottobre 1884 da una famiglia di industriali del legno, Polia dopo le scuole ginnasiali emigrò all’estero, viste le divergenze tra il regime allora in vigore e la propria famiglia. Giunta in Svizzera, si iscrisse alla facoltà di medicina di Berna dove si laureò nel 1910, specializzandosi poi in oftalmologia. Nel 1914 si sposò con il dottor Franchino Rusca di Locarno, incontrato durante il periodo di studi.

Scoppiata la Prima guerra mondiale, Polia partì con il marito per il fronte austro-ungarico, dove il dottor Rusca venne chiamato a gestire un ospedale da campo della Croce Rossa Internazionale, a Jägerndorf in Slesia. Qui ebbe inizio l’attivismo di Polia in ambito medico.

Rientrata in Ticino nel 1916, madre di due figli (Franchino e Silva), con un proprio studio come oftalmologa a Locarno, Polia dopo aver riorganizzato l’ospedale di Locarno, si attivò nell’ambito dell’assistenza, aderendo al Comitato della Croce Rossa svizzera di Locarno, e occupandosi delle questioni concernenti i bambini, ospiti e rifugiati di guerra.

Sensibile anche alla situazione del Cantone, Polia cercò di fornire sostegno alle popolazioni delle valli; costituì vari centri di distribuzione di indumenti e viveri, nonché centri di trasfusione e collaborò per dare un notevole impulso ai corsi di cure agli ammalati a domicilio nel Locarnese. Polia intendeva così combattere l’ignoranza femminile in ambito medico istruendo le donne dei paesi di montagna e della periferia sulla necessità di curare l’ammalato secondo metodi fidati e «non per sentito dire».

Estremamente attiva in ambito medico, Polia si dedicò anche ad altre tematiche. Presiedette, il neo-costituito comitato delle giovani esploratrici ticinesi di Locarno, collaborando con l’istruttrice Elda Marazzi. Promotrice e propagandista, presiedette attivamente la sezione locarnese dell’Associazione per il suffragio femminile, fu membro del Comitato cantonale Associazione per i diritti della donna e contribuì partecipando ai vari incontri sia a livello locale, che a livello cantonale, portando il proprio punto di vista in qualità di donna libero-professionista.

Polia rimase attiva fino all’età di 90 anni nelle varie associazioni di cui era membro, continuando persino a operare in qualità di medico fino a tarda età. Si dice infatti che pochi anni prima di raggiungere i 90, «toglieva ancora con mano sicura le scaglie dagli occhi degli operai».

Morì all’ospedale La Carità di Locarno il 28 marzo del 1975, cinque mesi dopo aver festeggiato i suoi novant’anni con amici e famigliari venuti dalla lontana Russia e da Israele.

 

Biografia redatta da Sara Flaadt Camponovo nell’ambito del progetto "Tracce di donne"

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Fonti e bibliografia