(Fonte: AARDT, Fondo Rezia Tencalla-Bonalini)

Rezia Tencalla-Bonalini (1906-1986)

 

Figlia di Maria Giovanetti e del mesolcinese Carlo Bonalini, nacque a Bellinzona il 28 febbraio 1906. Nella capitale trascorse i suoi primi anni di vita, frequentò le scuole dell’obbligo e poi la Scuola cantonale di commercio, dove conobbe il bissonese Spartaco Tencalla che sposò nel 1928. I coniugi Tencalla, dopo un soggiorno in Spagna, rientrarono in Svizzera, dove dei problemi di salute costrinsero Rezia a un periodo di cura e riposo che trascorse in Mesolcina. Nel contempo il marito trovò casa a Bissone e nel 1937 fondò la Federazione Ortofrutticola Ticinese.

Rezia Tencalla-Bonalini iniziò a lavorare per il Corriere del Ticino, dove fu responsabile della “Pagina della donna”, una rubrica di approfondimento per il pubblico femminile edita per la prima volta il 10 novembre 1942. La Tencalla-Bonalini collaborò al Corriere del Ticino per 25 anni e scrisse pure per altri periodici e quotidiani locali quali la Gazzetta Ticinese, L‘eco di Locarno, l’Illustrazione Ticinese e la Borsa della spesa.

Tra le prime giornaliste ticinesi, lottò in favore del suffragio femminile non solo attraverso la “Pagina della donna” e l’emittente Radio Monteceneri - dove dal 1946 insieme ad Anna Carena si occupò di tematiche femminili nella trasmissione “Per la donna” - ma anche in modo più diretto.

Fu infatti tra le donne più attive del Movimento Sociale Femminile. A partire dal 1952 Rezia Tencalla-Bonalini assunse la guida sia della sezione cantonale che della sotto-sezione luganese. In favore del suffragio femminile, Rezia Tencalla-Bonalini partecipò all’organizzazione della “votazione di protesta” del 1957. Il 22 febbraio 1957, insieme a Jolanda de Micheli, fondò il gruppo partitico “Donne Liberali Radicali di Lugano e Dintorni”.

Affezionata alla Mesolcina, in parallelo all’Esposizione nazionale del lavoro femminile del 1958 (SAFFA), alla quale parteciparono anche le donne grigionesi, Rezia Tencalla-Bonalini organizzò in Mesolcina, insieme alla nipote Marili Terribilini-Fluck, una mostra di tessuti tradizionali delle Valli della Mesolcina e Calanca per valorizzare il lavoro delle donne e difendere un’antica tradizione volta ad arginare l’abbandono delle valli da parte dei giovani.

A partire dal 1960 Rezia Tencalla-Bonalini si ritirò dalla scena pubblica e il suo impegno per l’ottenimento del suffragio si manifestò attraverso alcuni articoli isolati concernenti i diritti politici delle donne e la gestione della “Pagina della donna”.

Rezia Tencalla-Bonalini morì al Kurhaus di Cademario il 7 agosto 1986 dove, in compagnia del marito, stava trascorrendo qualche settimana di riposo.

 

Biografia redatta da Sara Camponovo nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 
© 2015 AARDT – CH 6900 Massagno

 

Fonti e bibliografia