(Fonte: Archivio privato)

Rosita Mattei (1919-1998)

 

Rosita Gamba nacque il 25 agosto 1919 a Muralto, figlia di Maria Pellanda e Attilio Gamba, proprietario di una carto-libreria a Locarno. Ebbe tre sorelle maggiori: Myriam, Paola e Giuseppina.

Rosita studiò lingue e commercio all’istituto delle suore insegnanti di Menzingen, dopodiché tornò in Ticino e lavorò nella carto-libreria paterna. Nel 1939 sposò Mario Stefanini, con il quale ebbe il figlio Claudio. Rimasta vedova, nel 1963 sposò in seconde nozze Fulvio Mattei, con il cui cognome fu poi nota in politica.

Rosita iniziò a coltivare interesse per la cosa pubblica durante gli anni Sessanta. Per le donne svizzere, infatti, la situazione politica era in piena effervescenza: erano gli anni precedenti il riconoscimento del diritto di voto alle donne ed erano numerose le militanze associative femminili. La Svizzera accusava un grave ritardo rispetto agli altri paesi europei, dove il suffragio femminile era acquisito da anni: complice fu il sistema politico svizzero, basato sulla doppia maggioranza dei votanti e dei Cantoni, così come l’atteggiamento conservatore del popolo svizzero.

Cosciente della necessità di un contributo politico femminile, Rosita militò a fianco di Elda Marazzi, Elsa Franconi-Poretti e altre donne di spicco. Firmò lettere e articoli che richiamavano l’attenzione sulla questione femminile e prese attivamente parte a riunioni e a manifestazioni, come quella delle donne conservatrici in riferimento al lancio dell’iniziativa nazionale per il suffragio femminile nel 1965. L’atteso evento avvenne infine a livello cantonale nel 1969 e a livello nazionale nel 1971, aprendo alle donne la possibilità di occupare cariche a livello cantonale e comunale.

Rosita Mattei si candidò nel 1971 alle elezioni del Gran Consiglio (GC) per il Partito Popolare Democratico. Forte dell’impegno sociale e politico per il quale già era riconosciuta, fu eletta per il quadriennio 1971-1975 insieme a Linda Brenni, Dionigia Duchini, Ersilia Fossati, Elsa-Franconi Poretti, Rosita Genardini, Elda Marazzi, Alice Moretti, Dina Paltenghi Gardosi, Ilda Rossi e Marili Terribilini-Fluck. Nel primo anno di mandato fu inoltre designata dal partito quale candidata al Consiglio Nazionale, ma non fu eletta.

Durante il suo quadriennio in GC, Rosita Mattei si impegnò su più fronti e al di fuori dei confini del Locarnese. Fu particolarmente sensibile alle questioni inerenti il traffico e a quelle ambientali, ma pure a temi sociali e educativi. Presentò interpellanze volte a risolvere i problemi di sicurezza e di traffico nella regione del Locarnese e nell’alto Ticino e sensibilizzò il GC su incendi e valanghe. A livello educativo, si impegnò per la gratuità del materiale scolastico per le scuole private e sul sabato libero, sottolineando la necessità di adattamento delle istituzioni alla novità del lavoro delle donne fuori casa. Sul fronte sociale, si schierò contro l’espulsione di cittadini stranieri, come pure a favore di un centro per il recupero dei giovani drogati e per informare le donne sui rischi del fattore RH negativo e sui vaccini.

Nel 1974, Rosita Mattei contrasse una malattia che non le permise di portare a termine la legislatura. Nel dicembre di quell’anno rassegnò quindi le dimissioni dal GC. Le fu riconosciuto che aveva operato “con alto senso di responsabilità, con notevole impegno e capacità, [meritando] i consensi e l’approvazione [del] partito, di tutti gli schieramenti politici e dei cittadini, [soprattutto dei] locarnesi, perché essa non [aveva] mai mancato occasione per sottoporre all’attenzione del Legislativo – propugnandone efficaci soluzioni – i vari problemi della regione”.

Ristabilitasi, Rosita Mattei non ricoprì tuttavia più cariche politiche di tale livello. Ciò nonostante, continuò il suo impegno sociale a favore del prossimo operando in associazioni religiose e caritatevoli. Si spense il 19 giugno 1998 dopo lunga malattia.

 

Biografia redatta da Manuela Bonfanti Bozzini nell'ambito del progetto "Tracce di Donne". 

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Fonti e bibliografia