Il primo oro elvetico a Sochi
Il primo oro elvetico a Sochi (Keystone)

Cologna è il nostro primo eroe

Grazie al grigionese è già finita l'astinenza da medaglie

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di Enrico Carpani

Il Signore degli anelli non è più solo: nella lista nera di coloro che sono caduti in disgrazia in questi primi giorni dei Giochi di Sochi, accanto al nome dello sfortunato addetto all'accensione del quinto cerchio olimpico durante la cerimonia d'apertura da stamattina c'è anche quello del responsabile della cabinovia che ha trasportato gli sciatori alla partenza della discesa libera. Non prima di averli lasciati sospesi nel vuoto per una buona decina di minuti, imponendo a tutti loro una fermata imprevista e assai poco gradita, e a tutti noi un ritardo di un quarto d'ora sull'orario di inizio dell'evento più atteso della domenica di Sochi.

Poco male, tanto non è andata come speravamo che andasse: Carlo Janka si è battuto bene, e senza un paio di imprecisioni si sarebbe senz'altro potuto ritagliare uno spazio sul podio, mentre Didier Defago ci ha illusi nella parte alta del tracciato prima di doversi accontentare pero`di un risultato piuttosto modesto; degli altri svizzeri non ci siamo praticamente accorti, e alla fine la gara su cui puntavamo - o forse soltanto in cui speravamo? - per inaugurare il nostro medagliere ci è scivolata addosso senza particolari emozioni.

Sina Candrian è riuscita a coinvolgerci un po`di più con il quarto posto nella nuova disciplina dello slopestyle, ma anche dopo la sua pur brillante prestazione ci siamo resi conto - tutti quelli che lavorano nello stesso locale, una quindicina di persone almeno - che se non fosse successo qualcosa di più importante ci saremmo ritrovati già dopo poche ore a fare i conti con il magone da...astinenza da medaglie.

Per fortuna, dunque, è arrivato Dario Cologna. Con quel suo ultimo chilometro assolutamente straordinario, con quell'allungo incontenibile che lo ha portato sin sul traguardo davanti a tutti. È simpatico, Dario, oltre che fortissimo. È uno di quegli atleti che vorresti vincesse sempre, anche se magari non sei propriamente un appassionato della sua disciplina. In più rientrava da un infortunio, e la sua, in fondo, era una scommessa tutt'altro che facile: gli ultimi segnali erano stati positivi, è vero, ma nulla poteva essere considerato scontato. 

Anche per questo, la vittoria di oggi è stata ancora più bella. Al punto che non mi sono neppure accorto che mentre tutti gli altri stavano già festeggiando, io stringevo ancora i pugni nella concitazione degli ultimi metri. Loro - tutti - hanno seguito la diretta, io sono sbadatamente rimasto incollato a uno schermo di servizio. E cosi ho esultato da solo, almeno tre secondi dopo gli altri: questioni tecniche che non sto a spiegarvi, anche perchè non le ho capite neppure io. 

Imbarazzante, proprio come il ritardo dovuto alla panne della cabinovia se volete, ma non per questo meno piacevole...

 
 
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