Grazie a voi (Ti-Press)

Dalla festa alla lotta e ritorno

È stata una giornata ricca di emozioni quella di Basilea

lunedì 13/11/17 09:00 - ultimo aggiornamento: lunedì 13/11/17 20:18

Dall'inviato a Basilea Marcello Ierace

La pioggia, il vento. E poi il fango e il freddo. E ancora la tensione, la tremarella, i fischi. E infine gli applausi, gli abbracci, le lacrime. È stata una giornata per cuori forti, quella di domenica a Basilea, dove la Nazionale svizzera ha staccato il suo quarto biglietto consecutivo per i Mondiali di calcio. Una giornata iniziata con fiumi di birra e quella festa tipicamente sgangherata che il mix di alcol e passione britannica per il pallone produce con una certa consuetudine. E festa è davvero, coi tifosi uniti nei cori e nei brindisi. Il tutto almeno fin quando l'acqua, che tanto va di traverso agli irlandesi (del nord o del sud che siano), travolge la città renana con un'ora di pioggia violenta e vento gelido.

L'avversa meteorologia non raffredda particolarmente gli animi dei tifosi, ma mette in crisi il terreno del San Giacomo. Tanto che, ad un paio d'ore dal calcio d'inizio, iniziano a girare voci incontrollate su un possibile posticipo dell'incontro a lunedì. Intanto si fa saltare il Fanvillage per il vento tempestoso, ma fortunatamente la partita si svolge regolarmente.

E si capisce fin dai primi minuti che non sarà una passeggiata. L'avversario è ben altra cosa rispetto a quello di Belfast e i rossocrociati sembrano impallati e tesi. Si corre, si crea ma si spreca enormemente. I minuti passano, il panico aumenta. Esce Seferovic, entra Embolo: fischi e boato. È un segnale forte che il San Giacomo lancia a Petkovic. Arriva il novantesimo, Ricardo Rodriguez fa il miracolo e c'è già chi gli prende le misure per la statua. Triplice fischio, quarto Mondiale di fila. È stata festa, è stata lotta, è stata sofferenza. Ma forse è stato meglio così.

Seguici con