Una stagione da mani nei capelli
Una stagione da mani nei capelli (Keystone)

Grasshopper, crollo malinconico e inesorabile

Il commento di Omar Gargantini sulla clamorosa retrocessione delle Cavallette

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di Omar Gargantini

È come se a retrocedere fosse la Juventus. O il Real Madrid. O il Bayern Monaco. Qualcosa di inimmaginabile e clamoroso, sono questi i primi aggettivi che ci vengono in mente. A cui bisogna aggiungere, nel caso specifico, anche malinconico. E inesorabile. Soprattutto inesorabile. Perché l'involuzione del Grasshopper ha radici profonde, di gestione scellerata e strategie fallimentari. Nonostante risorse economiche importanti. Addirittura superiori alla media. Ma, appunto, investite male, con superbia e approssimazione, sopravvalutandosi fino a perdere il senso della realtà.

Campione svizzero per la 27esima e ultima volta nel 2003, da lì in poi il GC ha iniziato la sua lenta regressione, affidandosi a presidenti, CEO, direttori sportivi e allenatori inadeguati. Nel 2008 ha perso la propria casa, l'Hardturm e vieppiù anche l'anima, allontanandosi oltretutto dal cuore di una città di per sé piuttosto tiepida, per lavorare in toto a Niederhäsli. Errore dopo errore si è arrivato all'attuale punto di non ritorno, con la seconda tristissima retrocessione della storia. E risalire subito sarà tutt'altro che facile, perché è dalle fondamenta che bisogna ricostruire: con pochissimo tempo a disposizione. Sarebbe insomma ingenuo pensare che basti affidarsi alla coppia Häsler-Heitz, gli architetti dell'ultimo grande Basilea, per ritrovare stabilità e successo.

L'anno orribile di Zurigo insomma prosegue, dopo la stagione fallimentare dei Lions ormai ex campioni svizzeri dell'hockey, ecco appunto l'onta della serie B per il club calcistico più titolato. E non è detto che sia finita, perché anche l'FCZ è ormai ai piedi del baratro. Mentre Berna, intanto, vince e se la gode.

 
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