Le condizioni nello scorso novembre
Le condizioni nello scorso novembre (rsi.ch)

Là dove sguazzano sciocchezze a mandrie

L'editoriale di Armando Ceroni sul rinnovo del campo di Cornaredo

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di Armando Ceroni

Premessa: lo stadio di Cornaredo doveva essere abbattuto e rifatto a nuovo già da un decennio. È quello che è successo in tutto il resto della Svizzera dove si gioca a pallone ad alti livelli. Ma da qui ad imporre di cambiare il manto erboso e quello che gli sta sotto, si arriva là, dove sguazzano sciocchezze a mandrie.

La Swiss Football League trancia di netto. O a Lugano si rifà il campo, oppure niente licenza per giocare in Super League. Bizzarro. Fino ad un paio di stagioni fa, l'erba che spunta ai piedi del Monte Bré, era la più verde della Confederazione. Vero anche che con il tempo la situazione è peggiorata, ma è precipitata perché nello scorso autunno si è imposto di giocare una partita. Era contro il Lucerna, a pochi giorni da un'amichevole della Nazionale, e in un contesto che esigeva di annullare quell’incontro. E invece no. Schiacciato il buon senso a favore della scemenza.

Basterebbe consultare Meteo Svizzera e leggere il livello delle precipitazioni annue che in Ticino sono quasi il triplo rispetto al resto del paese. Tradotto. Da noi piove con minor frequenza, ma quando capita è un uragano. Come per l'appunto è successo lo scorso mese di novembre. Spingere per non rinviare un incontro in quelle condizioni è stata pura follia. Cosi come ordinare di rimettere completamente a nuovo un campo che diventa un pantano solo in particolari situazioni.

Viviamo un'epoca in cui i burocrati, nel caso quelli della Lega calcio, snocciolano regole e diktat. Credono di capire tutto di calcio, ma sanno poco. Altrimenti potevano semplicemente obbligare le società ad utilizzare i vecchi e cari teloni di copertura, come capita da una vita in altre parti del mondo. E soprattutto mica avrebbero accettato i campi in erba sintetica. Tre su dieci nel nostro massimo campionato. Pardon. Ma meglio il pur problematico campo di Lugano, che gli artificiali Berna, Neuchâtel e Thun dove si gioca un calcio che non è quello vero.

 
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