Momenti di un ritiro
Momenti di un ritiro "non per tutti" (Ti-Press/rsi.ch)

L'Inter c'è, non si vede, ma fa discutere

La parola a chi segue i nerazzurri ogni giorno, anche in ritiro a Lugano

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di Ariele Mombelli

"Not for Everyone" recita lo slogan dell'Inter in vista della nuova stagione. Un motto che sembra calzare a pennello pure con il ritiro dei nerazzurri a Lugano. "Non per tutti": nemmeno per tifosi e giornalisti. Polizia, guardie, cani e transenne la fanno assolutamente da padrone nei dintorni di Cornaredo, e lo faranno perlomeno fino al weekend, quando domenica è prevista l'amichevole contro il Lugano di Fabio Celestini. Prima, entrare in contatto con Antonio Conte e qualche suo giocatore sarà impossibile per tutti. Ma non si tratta di una novità.

Conte non vuole disperdere energie e pensa che queste siano le condizioni ideali per prepararsi al meglio Andrea Paventi

"Le abitudini di avere un grande ambiente con un sacco di tifosi al seguito sono già state superate lo scorso anno, quando l'Inter si allenò la prima settimana ad Appiano Gentile", ha spiegato il giornalista di Sky Sport Andrea Paventi. "Questo ritiro è ancor più blindato, in quanto le sedute d'allenamento sono inaccessibili agli occhi indiscreti di qualsiasi persona, ma la situazione è molto simile a quella della stagione scorsa. Per questo penso che l'Inter abbia scelto Lugano".

Negli ultimi anni solo alcuni allenamenti erano accessibili: su invito e unicamente ad alcuni gruppi ristretti di tifosi Andrea Ramazzotti

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Andrea Ramazzotti, giornalista del Corriere dello Sport: "Lugano è una città vicina a Milano e soprattutto alla Pinetina. Qua ci sono tutti i presupposti per lavorare senza troppi curiosi intorno. Chiaramente è una situazione un po' triste per i tifosi, a differenza di quello che succedeva in Trentino in passato".

 

 

 

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