Il Lugano mentre si allena nella splendida Arena Nationala (Ti-Press)

"Vogliamo onorare la competizione"

Il Lugano giovedì a Bucarest chiude la sua avventura europea

mercoledì 06/12/17 19:26 - ultimo aggiornamento: giovedì 07/12/17 09:20

Giovedì sera per il Lugano si apriranno le porte della splendida Arena Nationala, lo scintillante catino di Bucarest da oltre 55 mila spettatori. Un palcoscenico affascinante per una sfida - quella tra i bianconeri e la Steaua nell'ultimo match del Gruppo G di Europa League (diretta dalle 21h00 su LA2 e in streaming) - che però non offre più nulla in termini di classifica e obiettivi. "Per noi la gara non conta molto - ha ammesso lo stesso Pier Tami, nella conferenza stampa prepartita - Però un match di Europa League va onorato. Vogliamo terminare bene la competizione”.

"Questo è uno stadio incredibile. Vogliamo vivere fino in fondo una competizione che ci siamo guadagnati con merito lo scorso anno”

Mario Piccinocchi

Il tecnico del Lugano si è poi soffermato sulla decisione di lasciare a riposo in Ticino tre pedine importanti del suo scacchiere come Sulmoni, Gerndt e Ledesma. "In campionato all’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà e adesso che ci stiamo riprendendo arriva uno scontro diretto molto importante, quello con il Losanna in programma domenica a Cornaredo - ha commentato - Alcuni elementi soffrono il fatto di dover giocare ogni tre giorni e ho preferito tenerli precauzionalmente a riposo. Abbiamo comunque giovani interessanti che potranno disimpegnarsi con onore in questa gara".

La formazione bianconera - che potrebbe vedere in attacco un inedito tridente formato da Culina, Marzouk e Bottani e Kiassumbua tra i pali - dovrà fare i conti non solo con un avversario dal notevole spessore tecnico ma anche con un freddo pungente, visto che la partita si disputerà alle 22h00 locali. "Non siamo abituati a queste temperature e sarà anche questa un'esperienza - ha spiegato sempre Tami, come riportato sul sito dello stesso FC Lugano - L'Europa League ci ha già fatto vivere emozioni forti e siamo cresciuti anche per questo”.

 

 

 

 

 

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