Grazie all'infermeria della Valascia estremamente affollata, diversi nomi nuovi dell'hockey ticinese hanno potuto solcare il ghiaccio del palcoscenico di National League con la maglia dell'Ambrì. Taluni come sporadiche apparizioni, altri in modo più duraturo hanno saputo nell'emergenza ritagliarsi un proprio ruolo; sono stati insomma capaci di sfruttare la grande occasione.
Tra di essi vi è sicuramente Rocco Pezzullo, prelevato dai Ticino Rockets il 25 gennaio, fresco dell'esperienza ai Mondiali con la Nazionale U20, e ormai in pianta stabile in Leventina per il finale di stagione. "Quando Luca Cereda mi ha inviato la convocazione ero incredulo - ha spiegato il giovanissimo difensore - Mi sono detto: cavolo adesso vado a giocare davanti a 5'000 spettatori, che sono i miei spettatori. È stata una bellissima emozione".
Io guardo il presente. Cerco di dare il meglio adesso e poi si vedrà nel futuro se avrò altre occasioni
Rocco Pezzullo
Ai microfoni del Magazine sportivo di Rete Uno, il giocatore di 19 anni appena compiuti (il 24 febbraio) ha poi raccontato il suo percorso, dalle prime pattinate da bambino alla consapevolezza di poter puntare a una carriera da professionista. "Mi ha spinto mia mamma a diventare un giocatore di hockey - ha detto il ticinese - Quando avevo tre o quattro anni mi ha buttato un po' sui pattini e mi è sempre piaciuto. Ho iniziato a puntare un po' più in alto quando ero nei Novizi con Mauro Juri. Come Cereda lui diceva che il lavoro ripaga. Io l'ho ascoltato e devo dare merito anche lui se alla fine sono arrivato fino a qua".
Il servizio di Lorenzo Boscolo con Rocco Pezzullo (Rete Uno Sport Magazine 27.02.2020)
RSI Sport 27.02.2020, 18:48
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