Veduta dallo Stary most
Veduta dallo Stary most (rsi.ch)

Freddo e vento, il Mondiale è solo in pista

La sfortunata Bratislava condizionata dai capricci del tempo

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dall'inviato a Bratislava Federico Fiorito

Cielo plumbeo, vento sferzante, sporadici acquazzoni e le temperature che si sono progressivamente abbassate in questa coda d’inverno mitteleuropeo. Le colline che si ergono alle spalle di Bratislava - e che nascondono i piccoli Carpazi - fanno capolino solo di tanto in tanto tra le nuvole. Sul piano, il Danubio che arriva dalla vicinissima Vienna scorre verso il confine con l’Ungheria e divide lo spazio e il tempo della città. Da una parte il dominio austro-ungarico con le piazzette, le viuzze, i campanili e il castello. Dall’altra il periodo sovietico con gli squadrati razionali palazzoni del quartiere di Petrzalka. Di tanto in tanto spunta la modernità fatta del vetro e dell’acciaio dei grattacieli.

La capitale slovacca non è certo fortunata nell’abbrivio del Mondiale, anche se nei primi giorni di partite il freddo grigiore dominante è stato interrotto, oltre che dai variopinti tram della città, anche dal colore e dal calore dei tifosi attorno alla pista. Tempo e temperature migliori per chiudersi in pista e per giocare a hockey non ce ne sono, meno per sostare nell’immensa e scoperta Trnavske myto, la piazza in cui si trova la fanzone, che è stata addirittura chiusa ieri a causa del freddo e della pioggia. Questo luogo lo si è visto colmo di persone soltanto durante le partite della Slovacchia, mentre il resto del pubblico giunge allo stadio alla chetichella - dal centro o dagli alberghi - poco prima dell’inizio delle partite. Sabato per Svezia – Svizzera dovrebbe tornare il sole a ridare luce a un Mondiale vissuto, per ora, letteralmente solo in pista.

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