Il numero uno dell'hockey internazionale
Il numero uno dell'hockey internazionale (Keystone)

"L'edizione in Svizzera sarà un po' particolare"

Fasel stila il bilancio dei Mondiali 2019 e guarda già a quelli del 2020

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Come tradizione esige, quando un Mondiale volge al termine è tempo del bilancio del presidente della Federazione internazionale René Fasel. Interpellato principalmente sulla formula del torneo, viste le molte goleade di questa edizione, lo svizzero ha detto di preferire "il formato a 12 squadre, con cinque partite per ogni formazione nel girone preliminare, rispetto a quello attuale con 16 team".

"Ora però sarà difficile cambiare - ha proseguito Fasel - anche perché lo sviluppo dei risultati non è mutato moltissimo rispetto al passato. L'anno scorso 15 incontri su 56 erano terminati con cinque o più reti di scarto, mentre quest'anno siamo a quota 18. Gran Bretagna e Italia sono arrivate in Slovacchia sapendo che avevano solo una partita nel quale si sarebbero giocate tutto: gli italiani si sono preparati per il match contro l'Austria e i britannici per quello contro la Francia".

Il Mondiale del 2020 sarà un po' diverso René Fasel

"Per la prima volta dal 2008 le due neopromosse si sono salvate. Con le retrocessioni di Francia e Austria e le promozioni di Bielorussia e Kazakistan l'edizione del prossimo anno in Svizzera sarà un po' particolare, ma ho visto giocare queste ultime due squadre e posso dire che sono competitive. Immagino che Gran Bretagna e Italia avranno difficoltà a mantenere il loro posto nell'élite, ma sono contento per queste nazionali, hanno il potenziale per sviluppare il movimento hockeistico", ha concluso Fasel.

 
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