Sempre legato ai motori
Sempre legato ai motori (Keystone)

Con Niki Lauda se ne va un pezzo di storia

L'austriaco rimane uno dei campioni più famosi, non solo in Formula 1

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Con la scomparsa, a 70 anni, di Niki Lauda, se n'è andato un altro pezzo della Formula Uno degli anni '70-'80, un'epoca motoristica decisamente diversa da quella cui siamo abituati ora. Tre titoli di campione del mondo, nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren, quest'ultimo con solo mezzo punto di vantaggio su Alain Prost, l'austriaco non ha mai lasciato veramente la Formula 1, nonostante un ritiro di 3 anni nel 1979 e nonostante soprattutto quell'incidente nel 1976 al Nürburgring che lo ha reso ancora più indimenticabile.

Lo schianto, le fiamme, il ritorno in pista solo 42 giorni dopo essere stato considerato spacciato e con la testa gravemente segnata dalle ustioni. Il tutto in una stagione riportata alla luce anche da Rush, film del 2013 che ha rappresentato su grande schermo il duello con James Hunt (che vinse il titolo quell'anno) ma anche l'amicizia con il ticinese Clay Regazzoni, suo compagno di squadra dal 1974 al 1976.

Dopo l'addio alle corse Lauda, vincitore di 25 dei 171 GP disputati dal 1971 al 1985, si è trasformato in imprenditore, ma è ben presto ritornato nel "Paddock" della F1. Il tenace austriaco si è cimentato sia quale commentatore televisivo, sia in qualità di consulente per alcune scuderie, fino all'approdo in Mercedes nel 2012, in qualità di presidente onorario non esecutivo.

 
 
 
 
 
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