Privacy o sicurezza? Ecco cosa ne pensano gli svizzeri

Sorvegliati online per contrastare la criminalità, uno studio dà voce ai cittadini

martedì 02/12/14 15:56 - ultimo aggiornamento: mercoledì 03/12/14 09:50

È giusto che i movimenti online dei cittadini siano monitorati per individuare comportamenti criminosi? SurPRISE l'ha chiesto a 300 svizzeri. Sì, risponde appena il 38%. Noi ci sentiamo sicuri, rincara ben l'85%. I risultati, benché in linea con le tendenze europee, sono estremi: lo studio conferma che il senso di sicurezza della popolazione va di pari passo con una certa diffidenza nelle tecnologie di sorveglianza, ma solo un paio di paesi raggiungono le percentuali svizzere.

 

Organizzato sotto forma di forum di discussione, il sondaggio ha rivelato inoltre marcate differenze a livello regionale. Il Ticino è il più propenso all'utilizzo della sorveglianza online, con ben il 56% di favorevoli. Si situa al di sopra della media di tutti i paesi partecipanti, che si aggira attorno al 54%. I più gelosi della propria privacy, invece, si trovano a Zurigo.

 

I risultati sono stati trasmessi al governo, il quale avrà modo di analizzare la tensione creata dalla necessità di garantire la sicurezza e il diritto dei cittadini alla propria sfera privata. Il progetto si propone anche di esaminare soluzioni alternative e di promuovere il dibattito pubblico.

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