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Sangue, ritmo e dreadlocks

Bob Marley era la voce della Giamaica, Linton Kwesi Johnson è quella dei suoi emigrati.

Cult+ Linton Kwesi Johnson

Stefano Knuchel

Linton Kwesi Johnson è un poeta, diventato icona della musica reggae per caso. Quando declamava i suoi versi tutti gli facevano notare quanto fossero ritmati, come se vi fosse una linea di basso a guidarlo. Il salto verso la musica fu al contempo naturale e imprevisto, un'occasione colta al volo che lo portò a diventare il portavoce del disagio sociale provato dai giamaicani in Inghilterra durante l'era Thatcher. A cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80 pubblicò diversi album che crearono uno stile nuovo all'interno della musica reggae, lui lo definì "dub poetry". Quei dischi oggi sono considerati delle pietre miliari e i suoi versi sono pubblicati nella collana Penguin Classics, un onore riservato a pochi poeti.
Abbiamo incontrato Linton Kwesi Johnson a Bellinzona in occasione della sua partecipazione a Babel festival 2016.
I due volti della musica reggae
Bob Marley ha portato nel mondo la musica reggae ed è stato il migliore ambasciatore della cultura musicale giamaicana. Linton Kwesi Johnson invece ha rappresentato il disagio dei giamaicani espatriati in Inghilterra. Due facce della stessa medaglia, da una parte la dimensione mistica e dell'altra quella politica. Linton Kwesi Johnson ci parla del loro incontro nel 1980, in occasione dell'ultimo tour di Bob Marley, che iniziò proprio dalla Svizzera e di cui vi mostriamo delle immagini storiche estratte dai nostri archivi.

Cult+ Linton Kwesi Johnson e Bob Marley

La voce degli emarginati
L'affermazione del reggae a metà degli anni '70 combacia con la ribellione dei giovani bianchi inglesi espressa attraverso la musica punk. Da una parte l'esclusione razziale e dall'altra l'esclusione sociale; era inevitabile che questi linguaggi s'incrociassero. Anche perché nascevano negli stessi quartieri problematici di Londra.

Cult+ Linton Kwesi Johnson e la scena reggae inglese