Dossier

Niente imposte sugli assegni

L'esenzione fiscale per quelli destinati ai figli e alla formazione, al centro dell'iniziativa promossa dal PPD

  • 19.02.2015, 11:41
  • 07.06.2023, 04:52
Il testo chiede una defiscalizzazione a sostegno delle famiglie

Il testo chiede una defiscalizzazione a sostegno delle famiglie

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Il primo tema sottoposto agli elettori, per la votazione popolare dell'8 marzo, è rappresentato dall'iniziativa denominata "Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione". Il testo, promosso dal PPD svizzero con l'obiettivo di una modifica della Costituzione federale, è stato depositato nel novembre del 2012 con oltre 118'000 firme valide a sostegno.

Questi assegni rientrano nelle forme di sostegno finanziario destinate alle famiglie. Da 6 anni a questa parte, c'è poi una soglia minima vigente in tutta la Svizzera in funzione di questi sussidi: essa corrisponde a 200 franchi al mese per gli assegni legati ai figli e 250 per quelli inerenti alla loro formazione. Oltre un terzo dei cantoni si è peraltro già avvalso, in questo ambito, della possibilità di attribuire sussidi più consistenti.

Le ragioni del "sì"

Attraverso la defiscalizzazione di tali assegni - il cui finanziamento è in prevalenza coperto dai datori di lavoro - i sostenitori del testo chiedono di promuovere un incremento del potere d'acquisto delle famiglie con prole. Secondo i popolari-democratici, questo alleggerimento fiscale contribuisce ad aiutare quel ceto medio che continua ad impoverirsi. Con la nascita del primo figlio, sottolinea il PPD, le coppie si trovano confrontate ad una caduta del potere d'acquisto che può anche raggiungere la misura del 40%.

I manifesti di propaganda a sostegno dell'iniziativa

I manifesti di propaganda a sostegno dell'iniziativa

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Secondo gli iniziativisti, gli assegni in questione non hanno senso se, a fronte di un contributo versato dai datori di lavoro, c'è la mano pubblica che ne trattiene una parte attraverso l'imposizione sul reddito.

Ma a quanto ammonterebbero, concretamente, gli sgravi derivanti da un "sì" al testo? Gli iniziativisti citano, ad esempio, la situazione di una coppia sposata con due figli, di 12 e 17 anni, e con un reddito imponibile a livello cantonale di 50'000 franchi. Se residente a Berna, tale famiglia beneficerebbe di una riduzione dell'imposta dovuta di oltre 1'300 franchi. Con un domicilio nella città di Losanna, tale risparmio sarebbe invece di 1'059 franchi. Gli sgravi salirebbero poi a 1'540 e rispettivamente a 1'178 franchi, in presenza di un imponibile di 70'000 franchi.

Sempre a detta dei favorevoli, i vantaggi si estenderebbero anche ai nuclei che, per via di redditi più ridotti, versano poche contribuzioni. Esse - sostengono - potrebbero far capo più facilmente ad agevolazioni come, ad esempio, la riduzione dei premi dell'assicurazione malattia.

Le ragioni del "no"

Il fronte degli oppositori è capeggiato dal Governo e dalla maggioranza del Parlamento. L'iniziativa sugli assegni è stata bocciata dal Nazionale con 159 voti contro 35 e 4 astensioni. Anche gli Stati hanno raccomandato di respingerla, con 32 voti contro 13. Contro il testo si è espressa anche la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF)

I contrari mettono anzitutto in evidenza la variabilità degli sgravi a seconda del domicilio, del salario lordo e del numero e della consistenza degli assegni. Le stime effettuate dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) indicano che quanto più basso è il salario lordo, tanto più ridotto sarebbe il risparmio sulle imposte relative al reddito. A Bellinzona, una famiglia monoreddito con due figli, e un salario lordo di 50'000 franchi, non otterrebbe alcuno sgravio del carico fiscale. Esso ammonterebbe invece a 834 e a 1'944 franchi, in presenza di un salario lordo di 100'000 e rispettivamente 200'000 franchi.

Per la ministra delle finanze si tratta di un'iniziativa "socialmente ingiusta"

Per la ministra delle finanze si tratta di un'iniziativa "socialmente ingiusta"

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Alla luce di queste valutazioni, la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha definito l'iniziativa socialmente ingiusta. Il Consiglio federale sottolinea la rilevanza del sostegno alle famiglie, ma giudica che questa modifica costituzionale favorirebbe quelle a reddito più elevato, attraverso i maggiori sgravi, a fronte invece di benefici irrisori o nulli per i nuclei che hanno redditi bassi.

L'Esecutivo mette quindi in evidenza il calo del gettito fiscale che un'accettazione determinerebbe e che, fra Confederazione, cantoni e comuni, si aggirerebbe intorno ad un miliardo di franchi. Per compensare questa diminuzione di entrate, si renderebbero quindi necessarie misure di risparmio o aumenti delle imposte.

Red.MM/ARi

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