Il viaggio è giunto ufficialmente al termine. Un anno tra Europa ed Asia. Un'esperienza che rimarrà impressa nella mia memoria, per sempre. Un'esperienza che spero di essere riuscito a trasmettere anche a voi. (RSI)

Su due ruote, dal Ticino a Bangkok

L'avventura di Igor Meroni, il 27enne momò che in dodici mesi avrebbe dovuto pedalare oltre 15'000 chilometri per raggiungere la capitale thailandese. Il viaggio ha però imposto cambi di itinerario.

venerdì 18/04/14 06:30 - ultimo aggiornamento: giovedì 21/05/15 11:38

Igor Meroni è partito per la sua avventura il 22 aprile 2014. Ultimati i preparativi è salito in sella alla sua bicicletta e da Vacallo ha cominciato a pedalare alla volta della capitale thailandese Bangkok. L'inverno non gli ha però lasciato scampo. Igor ha quindi deciso di cambiare itinerario, ma il viaggio è continuato... destinazione Hong Kong. È arrivato il 10 maggio 2015, dopo aver pedalato per 19'302 km. Noi l'abbiamo seguito passo passo e la sua è diventata anche la nostra, la vostra avventura. Il pedalatore, una volta raggiunta la destinazione, ci ha scritto un pensiero conclusivo sul suo viaggio:

Ho realizzato di aver veramente concluso questo lungo viaggio solo una volta arrivato a destinazione. Prima, grattacieli e strombazzanti automobili mi hanno distratto. All'arrivo, gesti banali come accamparsi un'ultima volta, smontare il portapacchi o imbarcarsi sull'aereo mi hanno emozionato più di quanto credessi, simboleggiando la fine di un anno speciale per me.
Viaggiare in bicicletta è un viaggiare lento, estremamente lento. Non parlo della velocità in termini di chilometri orari, piuttosto del ritmo dei cambiamenti ai quali si è sottoposti. Infatti, si è spesso obbligati a restare in un determinato ambiente, bello o brutto che sia, per numerosi giorni.
Non è, questo, un viaggiare adatto per spostarsi da un posto turistico all'altro. Bisogna, quindi, essere in grado di apprezzar le piccole cose: una signora che ti saluta, un bambino che ti sorride, un bue che cammina lungo la strada, la vegetazione che attornia la strada,... Non si può partire in bicicletta con l'aspettativa di veder qualcosa di sensazionale ogni giorno, perché non è questo lo scopo di un tale viaggio.
Nonostante ciò, questa lentezza favorisce l'interazione con le persone del luogo. Il contatto visivo e la facilità con la quale ci si può fermare, rendono gli incontri parte integrante dell' avventura. Inoltre, quando si pedala immersi nella natura, la sensazione di libertà è ancor più forte che l'essere seduto in un'automobile. Non bisogna, però, dimenticarsi i numerosissimi attimi che si passano in solitudine, con i quali bisogna saper convivere. Infatti, a differenza del viaggio zaino in spalla, si ha molto meno l'opportunità di incontrare casualmente altri turisti. Proprio per questo, partire in bicicletta è, credo, soprattutto un viaggio introspettivo.
Ritengo che per poter assaporare al massimo un' esperienza in bicicletta come la mia, è necessario il tempo. Senza tempo, tutto può diventare stressante. Si rischierebbe di pedalare durante gran parte della giornata, dimenticando di fermarsi e godere del paesaggio che si sta attraversando. Quindi, poco importa il numero di chilometri o di timbri in un passaporto. Indipendentemente dalla durata, fermiamoci ad assaporare ogni attimo. Prendiamoci il tempo, riprendiamocelo. Almeno in viaggio.
Igor, 18.05.2015