Una grande manifestazione a Istanbul, ufficialmente contro un progetto edilizio (la costruzione di un centro commerciale che comporta l’abbattimento di 600 alberi) ma in realtà contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan, si è sciolta solo stamani all’alba.
I dimostranti, alcuni dei quali lanciavano sassi contro le forze dell’ordine, esibivano cartelli con scritto: “Erdogan, guarda quanti siamo!” .
La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti. Numerosi sono i feriti. Le forze dell'ordine hanno compiuto decine di arresti.
Nuovi scontri in mattinata
Gli scontri sono poi ripresi nel corso della mattinata, costringendo gli agenti a intervenire nuovamente, in Piazza Taksim, sull'arteria commerciale di Iskidal e nel quartiere di Besiktas. Anche in questo caso, secondo il quotidiano Hurriyet, si contano decine di ferite.
Appello di Erdogan
I dimostranti sono rimasti sordi anche all'appello del premier Erdogan, che ha intimato loro di sospendere le proteste e assicurato che la polizia resterà sul posto per mantenere l'ordine. Manifestazioni con strascichi violenti si erano verificate ieri sera anche ad Ankara e Smirne.
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