Il Consiglio Nazionale segue l'esempio degli Stati, che si erano pronunciati in giugno, e dice a sua volta "no" all'iniziativa dei Verdi liberali "Imposta sull'energia invece dell'IVA". Per un'ampia maggioranza (148 voti contro 37 e 5 astensioni) la soppressione dell'imposta sul valore aggiunto a vantaggio di una che colpirebbe le fonti non rinnovabili (petrolio, gas naturale, carbone, uranio,...) sarebbe un salto nel buio con conseguenze nefaste per l'economia e le assicurazioni sociali.
Per compensare i 23 miliardi di introiti fiscali che andrebbero persi senza l'IVA, ha ricordato in aula Giovanni Merlini (PLR), il litro di carburante dovrebbe costare più di 3 franchi. Ogni famiglia sborserebbe 2'500 franchi in più all'anno per la benzina e 1'000 in più per l'elettricità, gli ha fatto eco Marco Romano (PPD). Sarebbero penalizzate le famiglie meno abbienti.
Un controprogetto volto ad accelerare il passaggio a fonti alternative, difeso a spada tratta dal fronte rosso-verde, è stato a sua volta respinto con 110 voti contro 79.
pon/ATS






