Il comitato interpartitico composto da UDC, PLR, PBD e Verdi liberali raccomanda di respingere la revisione della legge sulla radiotelevisione e il nuovo sistema di riscossione del canone, in votazione il prossimo 14 giugno.
I quattro partiti ritengono che il nuovo testo sia una “trappola fiscale”, una nuova imposta per tutti che il Consiglio federale potrà aumentare quando e come gli pare.
Secondo la Confederazione e buona parte del Parlamento è sempre più difficile vincolare l’obbligo di pagare il canone alla sola presenza di apparecchi radio e tv, dato che i programmi vengono sempre più spesso consumati tramite smartphone, computer e tablet. Per questo motivo la revisione, contro la quale l’Unione svizzera delle arti e mesteri ha lanciato il referendum, vuole estendere il pagamento della tassa di ricezione a tutte le economie domestiche. Anche gli ambienti economici, in particolare le piccole e medie imprese, si sono detti contrari alla nuova legge.
ab/ats
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