Svizzera

"Rafforzare l'AVS"

Un aumento del 10% delle rendite del primo pilastro. Lo chiede un'iniziativa in votazione il 25 settembre

  • 29.08.2016, 08:02
  • Ieri, 13:06
Il testo, con più di 111'000 firme valide a sostegno, venne depositato nel 2013

Il testo, con più di 111'000 firme valide a sostegno, venne depositato nel 2013

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Il prossimo 25 settembre gli elettori saranno chiamati a esprimersi su "AVSplus: per un'AVS forte", iniziativa popolare depositata nel dicembre del 2013 con oltre 111'000 sottoscrizioni valide a sostegno. Il testo, che Governo e Parlamento invitano a respingere, chiede un aumento nella misura del 10% per tutte le rendite di vecchiaia, attuali e future, del primo pilastro previdenziale.

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Iniziativa "AVSplus" - Guarda il video esplicativo realizzato dalla Cancelleria federale

RSI Info 18.08.2016, 19:01

I promotori dell’iniziativa sostengono che - alla luce della situazione problematica che investe la stabilità del secondo e del terzo pilastro - l'Assicurazione vecchiaia e superstiti debba concorrere maggiormente alla costituzione delle rendite pensionistiche. Gli iniziativisti qualificano l'AVS come un pilastro caratterizzato da un'affidabile evoluzione delle rendite e da una comprovata validità del modello di finanziamento, basato sulla solidarietà fra giovani e anziani e sui contributi di lavoratori e datori di lavoro.

Per le rendite di vecchiaia AVS, l'iniziativa chiede un aumento del 10%

Per le rendite di vecchiaia AVS, l'iniziativa chiede un aumento del 10%

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Al tempo stesso, tuttavia, gli iniziativisti ritengono che le rendite del primo pilastro, in particolare per le persone con redditi medio-bassi, siano troppo modeste e che vadano di conseguenza rafforzate. Attualmente la rendita minima completa è di 1’175 franchi. Quella massima raggiunge un ammontare di 2’350 franchi.

Gli argomenti dei promotori

I sostenitori del testo giudicano del tutto accettabili gli oneri supplementari, quantificati in circa 4 miliardi di franchi l’anno, per l’auspicato aumento del 10% delle rendite. Per finanziarlo, sostengono, basterebbe un incremento dei contributi salariali limitato allo 0,4% sia da parte dei lavoratori, che da parte dei datori di lavoro.

In tal modo, a detta degli iniziativisti, tutti beneficerebbero di rendite sensibilmente più consistenti. Importanti, secondo i promotori del testo, anche i benefici sul piano intergenerazionale: agli anziani verrebbero corrisposte rendite AVS più solide, mentre i giovani potrebbero versare contributi meno elevati per la formazione del secondo e del terzo pilastro.

Il “no” di Berna

Sfavorevole, la posizione espressa dal Consiglio federale e dal Parlamento. Il Governo rileva che la generazione del “baby boom” degli anni ’50 e ’60 raggiungerà gradatamente, nei prossimi anni, la soglia del pensionamento. Si sta così erodendo, in buona sostanza, un fattore che per decenni ha inciso sul rapporto fra popolazione attiva e pensionati, con riflessi positivi per i conti dell’AVS. Per il primo pilastro si profilano quindi problemi di finanziamento.

Per il Consiglio federale e il Parlamento, l'adozione dell'iniziativa determinerebbe problemi di copertura del deficit dell'AVS

Per il Consiglio federale e il Parlamento, l'adozione dell'iniziativa determinerebbe problemi di copertura del deficit dell'AVS

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L’accettazione dell’iniziativa renderebbe quindi problematica la copertura dei deficit di finanziamento dell’AVS. Il Governo sottolinea inoltre che l’aumento delle rendite non produrrebbe benefici per quasi due terzi dei beneficiari di prestazioni complementari, dal momento che esse verrebbero ridimensionate in misura corrispondente. Pollice verso quindi da parte dell’Esecutivo, che in materia difende invece le misure previste dalla riforma “Previdenza 2020”.

ARi

DEMOCRAZIA DIRETTA del 29.08.16. Dibattito in studio sull'iniziativa popolare, moderato da Reto Ceschi e Simona Cereghetti

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