Lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale è diventato un principio universale e la Svizzera deve prendere atto di questa realtà, se vuole preservare la buona reputazione della sua piazza finanziaria e la concorrenzialità della sua economia. Ne è convinto il consiglio nazionale che ha approvato, senza l'appoggio dell'UDC, giovedì due progetti governativi in tal senso che riguardano i clienti esteri degli istituti finanziari elvetici.
Nelle intenzioni del Consiglio federale, lo scambio automatico basato su standard uguali per tutti quegli Stati che intendono aderire a queste disposizioni, dovrebbe diventare effettivo per la Svizzera nel 2018.
Secondo i democentristi, lo scambio automatico di informazioni è in netta contraddizione con l'ordinamento giuridico, specie per quanto riguarda la protezione della sfera finanziaria dei cittadini dalle intrusioni arbitrarie dello Stato. È inconcepibile che vengano trasmessi all'estero dati riguardanti clienti esteri delle banche senza alcun sospetto. Lo scambio automatico, hanno denunciato alcuni oratori, rappresenta il primo passo verso lo smantellamento del segreto bancario in Svizzera, come vorrebbe la sinistra.
ats/joe.p.
Dal TG20:
La fine del segreto bancario
Telegiornale 17.09.2015, 00:37






