(Foto Gabriele del Grande)

"Non aspettano più niente dal mondo"

I civili siriani convivono da due anni con le violenze della guerra. L'Aleppo bombardata e che tenta di sopravvivere nell'intervista al freelance italiano Gabriele Del Grande

sabato 14/09/13 09:07 - ultimo aggiornamento: giovedì 08/05/14 09:33

Che rumore ha la guerra ad Aleppo? “Il rumore è quello dei botti e delle mitragliate e degli aerei” che trasportano le bombe che saranno gettate sulla città. “Un altro rumore sono le pallottole sopra la testa, di quando attraversi le strade da una parte all’altra correndo” (ascolta l’audio a lato). E’ la descrizione che ci fa Gabriele Del Grande , classe 1982, giornalista freelance italiano, che abbiamo raggiunto telefonicamente a Gaziantep, in Turchia dove si trova da venerdì.

Nella città, patrimonio dell’UNESCO dal 1996, Del Grande ha viaggiato più volte: fino a ieri si trovava proprio tra le strade di Aleppo, che si è mostrata cambiata. Sei mesi fa, ci racconta, ci si poteva muovere tranquillamente, “ora è tutto diverso, sia gli attivisti, sia le persone legate al regime hanno paura di girare da un quartiere all’altro, hanno paura di essere fermati da miliziani di al Qaida”.

L’organizzazione infatti si è resa responsabile di sequestri arbitrari, omicidi, …”che indeboliscono chi crede ancora nel cambiamento”. Un cambiamento che, secondo i civili incontrati da Del Grande, non avverrà grazie alla diplomazia: “La gente non si aspetta niente dal mondo”, l’esercito libero invece afferma che un intervento americano non è utile, “preferisce ricevere strumenti per far fronte alle forze del regime, senza interventi diretti esterni”.

Il cumino, il profumo della resistenza

In una città, in un paese, in cui le violenze scandiscano ogni ora del giorno, le persone cercano la normalità. Da una parte i giovani si organizzano per diffondere le informazioni “attraverso radio, canali televisivi (vedi Aleppo news o Orient TV), Facebook e Twitter”, dall’altra le persone cercano di continuare a garantire un servizio sociale minimo: “Le scuole accolgo i bambini, gli insegnanti volontari impartiscono le lezioni e i medici si adoperano, in sale operatorie di fortuna, a medicare i feriti delle violenze”.

In questa realtà fatta da contraddizioni, oltre ai rumori delle bombe, ad Aleppo, ci confida Del Grande, c’è un odore che si diffonde nelle strade, tra le vie, è l’odore delle spezie dei mercanti, del cumino, un odore che parla di voglia di normalità e che “rappresenta la resistenza”.

Alessandra Spataro


Gabriele Del Grande, al centro, con gli attivisti siriani della radio libera Nevroz

Gabriele Del Grande

È nato a Lucca nel 1982. Si è laureato a Bologna in Studi Orientali. Nel 2006 ha fondato l’osservatorio delle vittime della frontiera Fortress Europe . Collabora con diverse testate giornalistiche.

(Foto Gabriele Del Grande, mercato ad Aleppo) (Foto Gabriele Del Grande, mercato ad Aleppo)

(Foto Gabriele Del Grande) (Foto Gabriele Del Grande)

del grande scuola.jpg

Seguici con