Come prevedibile, in Ticino dalle urne è uscito un massiccio "sì" all'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa". Dallo spoglio di tutti i comuni, emerge il 68,17% di voti favorevoli al testo, contro il 31,83%
Per quanto invece attiene agli altri oggetti federali in votazione, luce verde al decreto federale legato al finanziamento e all'ampliamento delle infrastrutture ferroviarie (FAIF). I "sì" sono stati il 71,76%, mentre i "no" il 28,24%.
Secco "no", invece, per l'iniziatica popolare tesa a stralciare i costi dell'aborto dall'assicurazione malattia di base: i voti contrari hanno raggiunto il 67,27%, mentre i favorevoli sono stati il 32,71%.
La partecipazione al voto è stata di oltre il 57%.
Nei Grigioni due "sì" e un "no"
Con 837 schede di scarto, nei Grigioni la maggioranza dei votanti, il 50,6% (35'721 persone) per la precisione, ha detto "sì" all'iniziativa dell'UDC contro l'îmmigrazione di massa. I cittadini hanno pure approvato, con 44'160 voti (64%) contro 24'400 schede contrarie, il decreto federale legato al finanziamento delle infrastrutture ferroviarie.
Per contro l'iniziativa legata all'aborto è stata respinta con il 66% di schede contrarie: 46'203 "no", contro 23'473 "sì". La partecipazione al voto ha toccato la soglia del 50%.
Red.MM/ARi/bin
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Le reazioni
“La valanga di voti con cui il Ticino ha risposto positivamente all’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa ha fatto la differenza, e salvato la Svizzera dal peggiore degli scenari”. Lo afferma la sezione ticinese dell’Unione Democratica di Centro , che sottolinea come il partito sia riuscito “a tenere fermo il timone di un Paese che in troppi vorrebbero traghettare fuori rotta”. Gli avversari, sottolineano i democentristi non sono riusciti a “fermare l’Unione democratica di centro, che si conferma il partito del popolo svizzero”. Qualcuno si dovrà interrogare sulla propria incapacità di capire, chiosa infine il partito che aggiune: “La volontà di un popolo di decidere del proprio destino non è una merce che si compra, si vende o si baratta”. “Bisogna cambiare radicalmente passo: basta con le mezze misure e le timidezze, ascoltiamo il popolo”. Questo il commento dei Verdi ticinesi , che ribadiscono “che occorre immediatamente cambiare atteggiamento. Il voto massiccio del canton Ticino, il più alto in Svizzera, richiede misure forti, decisive e, se necessario, unilaterali. Le decine di migliaia di nostri concittadini che si sono espressi chiaramente lo richiedono”. Per il partito “l'atteggiamento attendista e dilatorio della maggioranza parlamentare e governativa, se proseguito oltre, rappresenterebbe un tradimento di una volontà popolare mai prima espressa con tale chiarezza”. I Verdi chiedono infine al Consiglio di Stato ticinese di attivarsi a Berna “per far finalmente sentire le nostre ragioni”. Soddisfatta la Lega dei ticinesi , che in un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio ha sottolineato il carattere “storico della giornata. “Il popolo elvetico ha deciso di riprendere in mano le redini dell’immigrazione, non accettando più la devastazione del proprio mercato del lavoro, del proprio benessere, della propria sicurezza e, più in generale, del proprio futuro in nome delle scriteriate “aperture” e dell’indecente sudditanza del Consiglio federale nei confronti di un’UE fallita”. La Lega sottolinea inoltre il “ruolo determinante” giocato dal nostro cantone. IL PS ticinese commenta l’esito del voto come un risultato “quasi scontato” per il Ticino, che va preso in esame alla luce della difficile situazione in cui si trova il cantone, vista la pressione al ribasso sui salari e la forte precarietà del lavoro. A detta dei socialisti, si è voluto far credere che frontalieri e stranieri siano responsabili di disoccupazione e dumping salariale, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri e “senza affrontare la vera questione, ossia chi davvero ci guadagna”. Ari/SP







