Laser

Un mondo in rovina

La distruzione dei siti archeologici in Siria e Iraq, di Claudio Visentin

  • 16.03.2015, 10:00
Resti assiri all'Iraq Museum di Baghdad

Resti assiri all'Iraq Museum di Baghdad

  • Reuters

Lunedì 16 marzo 2015 alle 09:00
Replica alle 22:35

22:35
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Un mondo in rovina

Laser 16.03.2015, 10:00

Quasi per un corto circuito la drammatica attualità del terrorismo si è intrecciata con le vicende di monumenti che rimandano ai tempi più remoti della nostra storia. Eppure la distanza temporale non ha impedito a questi siti archeologici di diventare bersagli di una guerra sin troppo moderna.

L’elenco degli orrori cresce ogni giorno, dapprima in Siria e ora soprattutto in Iraq: le distruzioni nel Museo archeologico di Mosul, la biblica Ninive; le devastazioni nelle capitali assire di Nimrud e Khorsabad; ancora i danneggiamenti alla città ellenistica di Hatra. E già si affaccia all’orizzonte la possibilità che qualcosa di simile possa presto accadere anche in Libia…

È una consapevole, suicida cancellazione della memoria che lascerà il segno per generazioni sull’identità di questi Paesi e sulla loro capacità di attrarre turisti; ma è anche une perdita secca per l’umanità tutta, che guarda a questi luoghi come l’origine della nostra civiltà.

Le insufficienze della politica internazionale nel proteggere questo patrimonio culturale inestimabile si legano a zone oscure dove fiorisce il commercio clandestino di reperti archeologici, i cui proventi, in una spirale perversa, finanziano i terroristi.

Ne parleremo con due specialisti, Paolo Brusasco, che ha tenuto pochi giorni fa a Lugano una conferenza su questo tema, e Stefano De Martino.

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