31.05.2016169 visualizzazioni

Alptransit - Gli uomini del tunnel

Una serata evento in diretta da Pollegio condotta da Reto Ceschi, in cui verrà proiettato il documentario che ha seguito per 15 anni il lavoro dei minatori.

A inizio giugno tutti i media, il mondo politico e economico della Svizzera e non solo, parleranno dell'inaugurazione della galleria ferroviaria più lunga al mondo. L'apertura di questo nuovo traforo sotto il San Gottardo sarà l'occasione per snocciolare una lunga serie di cifre da primato: dai chilometri di lunghezza ai costi miliardari dell'opera, dalla velocità dei nuovi treni alla durata dei lavori e così via. Il rischio è che in questa miriade di numeri vada a perdersi il sudore degli uomini che nel corso di un quindicennio hanno scavato la montagna. Alla vigilia della non-stop radiotelevisiva di mercoledì 1° giugno che seguirà la giornata d’inaugurazione della nuova galleria, RSI LA 2 propone una serata evento condotta da Reto Ceschi dedicata al lavoro e alle vite di alcuni minatori attivi in questo ciclopico cantiere, proponendo il documentario di Mario Casella e Paul Nicol, Alptransit - Gli uomini del tunnel. All'alba del nuovo millennio sui due versanti del San Gottardo e nella regione di Sedrun centinaia di minatori iniziavano a scavare ancora una volta nelle viscere della montagna. Il giornalista Mario Casella e il regista Paul Nicol seguirono, dapprima per il settimanale Falò e poi per altri programmi, l’avanzamento dei lavori concentrandosi soprattutto sul portale sud della nuova opera.Tra il boato dei primi brillamenti di esplosivo a Bodio e il progressivo smantellamento dei cantieri di Pollegio e Faido nacquero tre documentari che raccontavano il lavoro e le vite dei minatori. Come influisce il “cantiere del secolo” sulla vita di un minatore? Una galleria come Alptransit cambia il territorio e l’economia di una regione, ma marca in modo ancora più radicale il destino di chi la scava. Questo documentario racconta la vita, i sacrifici, le soddisfazioni e le tragedie di alcuni operai impegnati fin dai primi mesi sull'enorme cantiere. I siciliani Francesco, Salvatore e Giuseppe; i valtellinesi Ilario, Mario ed Ezio; il ticinese Orlando e Thérèse, forse l'unica donna in mezzo a tanti uomini, con il compito di gestire il personale.

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