Economia e Finanza

La pubblicità al Superbowl non rende

Uno studio sostiene che gli spot diffusi durante la finale del campionato statunitense di football non aumentano la propensione all'acquisto degli spettatori

  • 1 febbraio 2014, 11:40
  • 6 giugno 2023, 13:59
superbowl 2013.jpg
  • REUTERS

Fare pubblicità al Superbowl non rende. Lo sostiene uno studio della società di marketing Communicus, citato dall’edizione online dell’Handelszeitung , secondo cui la maggioranza degli spot (4 su 5) non producono gli effetti sperati e sono soldi buttati dalla finestra.

In fila per uno spot

La cosa può sorprendere visto che in vista della finale 2014 del campionato di football americano (NFL), prevista per domenica a New York, i maggiori marchi di consumo hanno sgomitato per avere spazio nelle pause di gioco della diretta dell’evento sportivo dell’anno made in USA (110 milioni di spettatori statunitensi guarderanno la finale tra i Denver Broncos e i Seattle Seahawks).

4 milioni per 30 secondi

Le cifre sborsate dalle aziende sono altissime. Quest’anno per trenta secondi si pagano fino a 4 milioni di dollari. Secondo Communicus, che ha esaminato le reazioni e i comportamenti di mille tifosi dopo la diffusione degli spot di importanti marchi, la propensione all’acquisto di quest'ultimi non cambia. Nemmeno se nel cast ci sono delle star dello sport o di Hollywood.

Da.Pa.

Gallery video - La pubblicità al Superbowl non rende

Ti potrebbe interessare