di Andrea Torreggiani
Solo il tempo dirà se la scelta del Lugano di non rinnovare il contratto di Steve Hirschi è stata una mossa giusta o sbagliata. Quel che è già da ora sicuro però è che è sicuramente stata una fortuna per l’HCL poter contare per 14 anni su un giocatore come lui. Un ragazzo, poi diventato uomo, che non si è mai tirato indietro, che ha sempre dato tutto per la maglia, che ha veramente dedicato la sua vita al suo lavoro, ma soprattutto alla sua passione: l’hockey. Trovarne, di giocatori così, non è per niente scontato. Tenerseli stretti così a lungo, ancora meno…
È sicuramente stata una fortuna anche per noi, che l’hockey per professione lo seguiamo, poter conoscere una persona come Steve Hirschi. Un ragazzo, poi diventato uomo, sempre pronto a metterci la faccia, anche nei momenti più bui. Non solo perché sulla maglia portava la C di capitano, ma perché lui il Lugano ce l’ha sempre avuto nel cuore. Quando scendevi negli spogliatoi con il microfono in mano, sapevi che a Steve potevi fare qualsiasi domanda, anche la più scomoda, e che lui ti avrebbe sempre risposto con onestà. E con un sorriso.
Uno come Steve Hirschi meritava sicuramente qualche successo in più di quell’unico titolo svizzero vinto nel 2006, ma alle proposte di club più vincenti del Lugano ha sempre risposto no, perché lui è subito diventato bianconero, ma anche ticinese, dentro.
Uno come lui meritava sicuramente che quel maledetto ginocchio sacrificato nei playoff del 2006 lo facesse soffrire meno, ma alla fine, grazie alla sua tenacia ed alla sua professionalità, Steve è stato più forte del dolore e dei guai fisici. Che arrivare a giocare fino a 35 anni mica ci riescono tutti!
Qualsiasi cosa deciderà di fare, proseguire a dar la caccia al puck altrove o ritirarsi ed allenare i ragazzi, Steve Hirschi mancherà. Speriamo allora che anche se decidesse di continuare per un po’ la sua carriera altrove, le porte della Resega restino sempre aperte per lui.







