Il Lugano 2015-16 non è solo quello di Martensson, Hofmann e Furrer - per citare solo i nuovi arrivi - ma è anche il Lugano dei giovani. Lo dimostrano le cifre presentate dalla società alla presentazione della squadra, con il 48,3 % dei giocatori della rosa che sono passati dalla sezione giovanile bianconera, e lo dimostra la presenza di diversi ragazzi durante le amichevoli, in primis Matteo Romanenghi, dimostratosi valida alternativa a eventuali defezioni in prima e seconda linea.
"È bello sentire la fiducia dell'allenatore. Ho giocato diverse partite con gli svedesi in un ruolo che mi si addice", ha spiegato il 20enne di Morbio. "La chiave è dare ogni giorno il 100% in modo che il tuo corpo si abitui, così ti viene naturale anche in partita".
"I giovani devono dimostrare che ci sono, che vogliono far parte di questa squadra, andare sul ghiaccio con coraggio e gioia, per rubare un posto a uno che forse si sente un po' troppo sicuro. Adesso lo stanno facendo".
Patrick Fischer
"Matteo è un ragazzo che ha ricevuto tanti doni, con le mani, il pattinaggio, la visione di gioco. Ha un talento enorme e adesso ha anche fatto lo scatto mentale capendo che ci vogliono anche lavoro duro e grinta. Ha fatto un'estate incredibile, ha lavorato tantissimo, e siamo contenti di lui come di Morini, Dal Pian, Fazzini, Elvis e Bertaggia, che è comunque ancora giovane; fisicamente hanno fatto un passo enorme in avanti e questo ci vuole".
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