Hockey

"McSorley è stato migliore di me"

L'analisi e autocritica di Patrick Fischer il giorno dopo

  • 13.03.2015, 17:29
  • 07.06.2023, 06:04
Pensieroso

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Di: RSI Sport 

A caldo dopo l'eliminazione dai playoff Patrick Fischer si era subito assunto le sue colpe e anche a mente un po' più fresca il coach del Lugano non si è nascosto: "Sono tornato a pensare alla giornata di gara-5. Sentivo tanto rilassamento dopo essere riusciti a rientrare nella serie, ma quando entri troppo sicuro e le cose vanno male poi non riesci a reagire. È uno stato mentale che bisogna preparare prima di una gara così decisiva, non devi permettere all'avversario di rialzarsi quando è per terra; invece lo abbiamo fatto alla grande e loro ne hanno approfittato. È compito mio anche preparare il powerplay ed è stato determinante nelle partite in casa, non perché non abbiamo segnato ma perché abbiamo preso dei gol".

"Odio perdere e McSorley mi ha battuto due volte"

In conferenza stampa il 39enne ha parlato anche del suo stato d'animo: "Io odio perdere e Chris mi ha battuto due volte. Come giocatore avevo sempre vinto io, ma ora lui è stato migliore di me. Secondo me avevamo noi la squadra migliore, ma quando contava loro hanno mostrato più grinta e più determinazione nei momenti importanti. Dicono che avremmo dovuto perdere a Zurigo, ma io non perderò mai una partita apposta. Sapevo che la squadra doveva ancora crescere mentalmente e se qualcuno fa crescere la forza mentale è il Ginevra, quindi ero contento di affrontare loro. Purtroppo non siamo riusciti a compiere questo passo".

Il futuro sarà con Fischer

Una domanda dura ma logica dopo la delusione dell'uscita ai quarti di finale: Fischer ha mai pensato di lasciare? "Non ho mai dimissionato niente in vita mia e non lo farò mai. Se pensano che io non sia adatto, accetterò la decisione, ma io non crollo. È un momento molto duro, mi dispiace per i tifosi, per i giocatori, per Vicky e per Roland. Ma sono sicuro che la via è quella giusta. Il dolore è il miglior maestro di vita; odio il dolore ma bisogna passarci. So cosa ci vuole per vincere: qualità, lavoro duro, un gruppo unito e alla fine determinazione e forza mentale. Le prime tre le abbiamo, nelle altre due dobbiamo ancora crescere".

Fiducia nella squadra

L'allenatore ha anche difeso a spada tratta i suoi giocatori: "Nessuno negli spogliatoi non voleva dare il massimo, ma alcuni non hanno superato certi blocchi. Io e lo staff tecnico sappiamo quello che hanno fatto i giocatori sul ghiaccio e crediamo in loro. Nel nostro sport la linea tra vittoria e sconfitta è molto sottile, poi quando perdi si vede tutto negativo. Ma sono convinto che il Lugano abbia fatto un passo avanti e nei playoff mancavano solo dei dettagli. Loro sono stati più furbi e più determinati in certe situazioni, ma non più squadra di noi".

02:16

L'intervista a Patrick Fischer (Rete Uno Sport 13.03.2015, 17h30)

RSI Sport 13.03.2015, 17:33

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L'intervista a Patrick Fischer (13.03.2015)

RSI Sport 13.03.2015, 17:00

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