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Classica e questioni di genere
Paganini​

Classica e questioni di genere

Nel corso degli ultimi anni si è discusso spesso di questioni di genere rispetto al contesto culturale e musicale. Prima ancora del movimento MeToo - che nel 2017 ha peraltro avuto significative ripercussioni anche in ambito classico - era stata problematizzata la questione del maschilismo insito nel sistema delle orchestre sinfoniche e del lavoro di direttore d'orchestra. Basti pensare che solo nel 1997 i Wiener Philharmoniker hanno accolto la prima strumentista donna nel proprio organico, o che solo nel 2016 la Metropolitan Opera ha offerto per la prima volta il podio a una direttrice. Paganini - nella puntata di domenica 29 marzo, dalle 10.30 su RSI LA1 - si occupa della presenza femminile nella musica classica, muovendo dalle figure pionieristiche di Rebecca Clarke ed Elisabeth Kuyper: musiciste, compositrici e attiviste che ci hanno lasciato una significativa testimonianza dell'emancipazione della donna rispetto a quei ruoli musicali da cui - per pregiudizi di genere - era sempre stata esclusa. Da un lato, il documentario Elisabeth Kuyper - L'olandesina di Muzzano di Fabio De Luca, dall'altro due pagine cameristiche di Rebecca Clarke affidate all'interpretazione di Margherita Santi, Ekaterina Valiulina e Giulia Panchieri. Jacqueline du Pré - la grande violoncellista britannica dall'arte sublime ma dal destino tragico - non aveva mai guidato movimenti d'opinione o fatto campagne esplicite per i diritti delle donne nella musica. Eppure, il suo ruolo nell'emancipazione femminile è stato radicale e influente. Da un lato, ha sconfessato gli stereotipi rispetto a uno strumento che veniva ritenuto fisicamente impegnativo e per questo di carattere prettamente maschile. Dall'altro si è sempre rapportata in modo paritario ai colleghi maschi, senza mai considerarsi "musicista donna" prima ancora che "musicista", affermando ciononostante la possibilità di un'espressività musicale pienamente femminile, intensa e accorata. Il documentario Jacqueline du Pré. Genio e tragedia di Christopher Nupen e Matthew Percival è fedele testimonianza della sua figura emblematica e, ormai a quarant'anni dalla sua scomparsa, quasi leggendaria.
110 min
Jazz-non jazz
Paganini​

Jazz-non jazz

«Jazz è il termine che si usa per definire quella musica che non si riesce a definire». Partendo da questa celebre riflessione del sassofonista Ornette Coleman, Paganini si occupa - nella puntata di domenica 22 marzo, dalle 10.30 su RSI LA1 - di alcune musiche che sono state chiamate jazz ma che, alla prova dei fatti, sembrerebbero non esserlo. La necessaria premessa storica è quella per cui il termine jazz era nato come etichetta sociale prima ancora di diventare label per un genere musicale. Negli anni '10 del Novecento jazz era infatti un termine generico usato per descrivere situazioni ricche di energia, novità, modernità e trasgressione: situazioni in cui c'era sì della musica nuova e strana, ma in cui jazz non indicava solo l'aspetto musicale e di certo nessuna musica in particolare. Con il passare del tempo, l'idea di jazz si è affinata attorno a pratiche e stili legati all'improvvisazione, ma ancora in tempi recenti si è adoperata l'etichetta jazz per descrivere fenomeni assai diversi. Un esempio è l'arte di Meredith Monk - che nella realtà è piuttosto una "composizione aperta" o "performance estemporanea" - ma che sin dagli anni Settanta è stata spesso compresa nell'universo jazz, per lo spirito di trasversale ricerca che ne è alla base, per i contesti (anche discografici) in cui ha trovato spazio, per il tipo di pubblico cui si rivolge. Monk in Pieces è un nuovo documentario di Billy Shebar che racconta l'irripetibile avventura creativa dell'artista americana. Un altro ambito in cui il termine jazz è stato usato ben oltre le pertinenze di genere è quello delle orchestre di varietà, spesso intese come "da ballo", "da avanspettacolo" ma anche "orchestre leggere" (in opposizione alla "pesantezza" delle orchestre classiche) all'interno dei servizi radiotelevisivi europei. Proprio l'opposizione all'ambito classico ha fatto passare sotto il nome jazz tutto il resto, dalla canzone pop agli strumentali ballabili, e un celebre esempio molto vicino a noi è stato quello dell'orchestra Radiosa, attiva presso la RSI tra il 1940 e la fine degli anni Ottanta. Lo scorso autunno, la tradizione della Radiosa si è rinnovata nel progetto New Radiosa, per un concerto agli studi RSI di Besso, di cui Paganini propone un estratto. La direzione è stata affidata a Gabriele Comeglio e le voci soliste sono quelle di Valentina Londino, Julie Meletta, Chiara Dubey ed Eva Bagutti.
111 min
L’uomo che inventò i dischi
Paganini​

L’uomo che inventò i dischi

C'è un piano puramente tecnico e, se di questo si tratta, i dischi fonografici furono creati da Emile Berliner, l'inventore tedesco-americano che introdusse il primo disco in gommalacca a 78 giri nel 1889. C'è però anche un piano spirituale, artistico, per cui l'invenzione del disco spetta a chi per primo ha portato quel manufatto tecnico in nuovi contesti culturali, contribuendo a modificarli alla radice. In questo senso, Nanni Ricordi si può definire "l'inventore dei dischi" per l'ambito della musica e della canzone italiana. Prima di lui, la celebre casa editrice che portava il suo nome di famiglia - Casa Ricordi, già storico editore di Verdi e di Puccini - non si era mai occupata di discografia, e con Nanni Ricordi cominciò quindi un percorso al tempo stesso avventuroso e memorabile che, tra i vari, fece conoscere al pubblico di massa l'arte di Gino Paoli, Umberto Bindi, Luigi Tenco ed Enzo Jannacci. Nella puntata di domenica 4 gennaio 2026 - dalle 10.30 su RSI LA1 - Paganini vuol provare a raccontare l'epopea di Nanni Ricordi, con il documentario Nanni Ricordi: l'uomo che inventò i dischi di Roberto Manfredi, con estratti dalla celebre trasmissione RSI Musicalmente (che vide esibire numerosi artisti scoperti da Nanni Ricordi, come Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Gino Paoli e Umberto Bindi) e con un'intervista all'autore e conduttore Claudio Ricordi, che di Nanni è nipote.
112 min
Intervista a Joe Dallas & The Monks
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Intervista a Joe Dallas & The Monks

Incontro con la band ticinese in occasione dell’uscita dell’album “As One”
11 min
Taking You Out
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Taking You Out

Joe Dallas and the Monks
3 min
Alice - Veronica Fusaro
Eurovision​

Alice - Veronica Fusaro

3 min
Max de Aloe-Flaviano Braga Duo
MusicaViva​

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“Tra il tango e il jazz”
60 min
Maria Bethânia e Gal Costa
Paganini​

Maria Bethânia e Gal Costa

Settimanale musicale Con Elisa Netzer www.rsi.ch/paganini
115 min
The Vad Vuc - I primi 25
Showcase​

The Vad Vuc - I primi 25

Un viaggio iniziato in una piccola cantina della Svizzera italiana e arrivato sui grandi palchi internazionali
87 min
Laura Pausini: “Io canto per difendere ciò in cui credo”
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Laura Pausini: “Io canto per difendere ciò in cui credo”

Un dialogo tra memoria, amore e coraggio a vent’anni da Io Canto
15 min
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