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The Vad Vuc - I primi 25
Un viaggio iniziato in una piccola cantina della Svizzera italiana e arrivato sui grandi palchi internazionali
87 min
Laura Pausini: “Io canto per difendere ciò in cui credo”
Un dialogo tra memoria, amore e coraggio a vent’anni da Io Canto
15 min
Paganini
Tra vertigine e classicità
«Il circo e la coreografia, che sono espressioni della stessa arte, oggi si guardano con un po' di sufficienza, dopo essere stati nel XVIII secolo un unico spettacolo». L'osservazione del grande mimo Marcel Marceau vale da stimolo a Paganini - nella puntata di domenica 22 febbraio, dalle 10.30 su RSI LA1 - per interrogarsi sulla situazione attuale, per capire se i tempi siano cambiati e se, nel nome comune della danza, il Nouveau cirque e il balletto classico si siano in qualche modo riavvicinati. Uno dei massimi esponenti contemporanei del Nouveau cirque - pratica che si è affermata sul finire del secolo scorso come sublimazione artistica di alcune discipline circensi - è il coreografo francese Yoann Bourgeois. Per lui, «il Nouveau cirque dà la priorità alla fisica e alla poesia insieme: un corpo che si muove nello spazio e sfida la gravità in modi che il balletto classico da solo non avrebbe mai immaginato» e il documentario Yoann Bourgeois, il poeta della vertigine conferma quest'idea, mostrando proprio la natura artistica della sua costante sfida alle leggi della gravità. Hervé Koubi - protagonista nella seconda parte di puntata - è un coreografo e danzatore francese di formazione accademica e classica. Negli anni ha però sviluppato un interesse a integrare stilemi delle danze hip-hop, mediterranee e nordafricane, per un risultato fisicamente sorprendente e artisticamente prossimo a un certo Nouveau cirque. Queste caratteristiche risaltano anche nel lavoro The artists way, registrato al Château d'Ormesson (non lontano da Parigi) con il Quatuor Voce e il maestro della viola d'amore - ma anche compositore - Jasser Haj Youssef.
111 min
Paganini
Soundtrack duel
«Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con il fucile è un uomo morto». La famosa battuta che, nel film Per un pugno di dollari, Sergio Leone mise in bocca sia a Gian Maria Volonté sia a Clint Eastwood è lo spunto con cui Paganini - nella puntata di domenica 15 febbraio, dalle 10.30 su RSI LA1 - prova scherzosamente a immaginare il duello su un piano musicale. Quali strumenti potrebbero stare al posto delle armi? E chi vincerebbe il duello? A decretare l'esito della sfida saranno lo stesso Clint Eastwood e il compositore premio Oscar Luis Bacalov. Da un lato, la recente produzione intitolata Eastwood Symphonic vede dialogare Clint Eastwood con il figlio Kyle - musicista, spesso collaboratore del padre - attorno al loro rapporto con la dimensione musicale. E non è un tema secondario: oltre ad aver dedicato varie opere registiche proprio alla musica, Clint è stato in prima persona musicista, pianista di jazz e compositore nella maggior parte dei suoi capolavori. In questa produzione, come contrappunto al dialogo padre-figlio, l'Orchestre national de Lyon diretta da Stephen Bell interpreta alcuni dei più celebri temi legati ai film di e con Clint Eastwood. Dall'altro lato, il pianista e compositore argentino Luis Bacalov, che pure di pistole e proiettili in pellicola ne ha visti parecchi. Accanto agli arrangiamenti di numerose canzoni italiane di successo negli anni '60-`70, fu infatti la cinematografia a vedere Bacalov protagonista: dalle colonne sonore per i film western e polizieschi (tra cui il celebre Milano calibro 9) fino al premio Oscar per Il postino. Nel 2011 - sei anni prima della sua scomparsa - Martha Argerich e l'Orchestra della Svizzera italiana gli hanno reso un memorabile tributo, ospitandolo nella piazza di Estival Jazz Lugano.
117 min
MusicaViva
Duo Albisetti - Ingravalle
“…il Mandolino tra Barocco e Modernità”
59 min
Brunori Sas: un 2025 di riconoscimenti e rinascita, in attesa di “TuttoBrunori”
Dal successo di Sanremo al tour europeo, un 2025 di cambiamenti e radici solide. Dario Brunori si racconta, tra tenerezza, ironia e la forza della musica.
20 min
Da La Bassa to the Top
Sound system e clash culture dal sapore tropicalpino: viaggio nel suono e nell’anima della scena reggae ticinese
19 min
Paganini
Volti e suoni del contemporaneo: Francesco Hoch e Brian Eno
Fino a pochi anni fa, il sintagma «musica contemporanea» significava solo una cosa: la nuova musica scritta nel contesto della tradizione classico-accademia. Tutte le altre - dal jazz al pop, dalla musica per film al folk - non potevano né dovevano essere comprese sotto quell'aggettivazione che, a rigor di logica, sarebbe spettata anche a loro. Il nostro presente restituisce sicuramente meno ideologia e più elasticità - oltre che pertinenza semantica - alle categorie musicali, per cui Paganini può serenamente dedicare la puntata di domenica 8 febbraio - dalle 10.30 su RSI LA1 - a due figure della musica contemporanea che rappresentano visioni e percorsi radicalmente diversi. Francesco Hoch è il decano dei compositori ticinesi, con una rilevante attività pluridecennale che lo ha portato dai contesti avanguardistici del secondo Novecento verso una poetica personale e originale. La sua è musica che da sempre ha potuto definirsi "contemporanea", e il recentissimo documentario Francesco Hoch. Diabolus ex musica di Adriano Kestenholz - proposto in prima visione - ne ripercorre alcuni degli aspetti e dei risultati più salienti. Brian Eno è circa della stessa generazione di Francesco Hoch - essendo nato nel 1948, mentre Hoch è del 1943 - ma il suo percorso nella contemporaneità è sensibilmente diverso: dopo una formazione accademica in musiche sperimentali, Eno si è infatti rivolto ai generi pop-rock di ricerca, suonando con i Roxy Music e collaborando - tra i vari - con David Bowie, Talking Heads e U2. Mente creativa inarrestabile, ha dato impulsi fondamentali anche nell'affermare il genere ambient così come nella produzione multimediale (suo era il celebre suono d'apertura di Windows '95). Canzone e musica ambient sono le premesse alla base del concerto del 2021 all'Acropoli di Atene (dove Brian Eno si è esibito assieme al fratello Roger) del quale Paganini trasmette la registrazione.
117 min
Brunori Sas (Prima Ora, LA1)
6 min
Scatti rumorosi
6 min
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