Caso Cadei / La spesa a domicilio

a cura di Lorenzo Mammone

Caso Cadei / La spesa a domicilio

Puntata del 21.02.2020

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La spesa a domicilio

Fare la spesa al supermercato può costare tempo e fatica. E allora ecco la soluzione. Acquistarla online dal computer o telefonino e riceverla direttamente a casa. Una bella comodità che sta conquistando i consumatori. Un servizio che offrono ormai da diversi anni anche i due giganti della grande distribuzione in Svizzera. Migros con LeShop e Coop con Coop@home.

E allora come funziona? Su siti e applicazioni si trovano migliaia di prodotti alimentari, per la pulizia, l’igiene personale e la bellezza. Basta scegliere dagli scaffali virtuali ciò di cui si ha bisogno, decidere il giorno e l’ora preferiti per la consegna e il gioco è fatto.  Ma sono sempre rose e fiori?

Se lo sono chiesti molti telespettatori di Patti chiari. Per esempio: la puntualità è rispettata? E la qualità dei prodotti? Frutta e verdura come si presentano? Per carne, latticini e surgelati viene mantenuta la catena del freddo? E le date di scadenza? Ma soprattutto quanto costa ricevere la spesa sull’uscio di casa?

E non è tutto: molti consumatori che preferiscono scegliere personalmente i prodotti al supermercato si domandano: chi e dove prepara la spesa e come viene trasportata? Interrogativi a cui cercheremo di rispondere in una delle prossime puntate. Ma intanto se avete delle esperienze da raccontarci scriveteci o telefonateci.  

 

Prezzo nuovo, auto vecchia

Auto a chilometro zero. Superscontate ad un prezzo imbattibile.

Ma soprattutto auto “nuove”.

E’ lo slogan che in Ticino ha portato centinaia di clienti dalle concessionarie multimarca del gruppo Cadei. Ma la batteria si scaricava nel giro di pochi mesi dopo l’acquisto. Oppure, al momento di una riparazione in officina, si scopriva che la garanzia di fabbrica era scaduta o sarebbe giunta al termine nel giro di pochi mesi.

Ma allora cosa s’intende per “auto nuova”? E “auto a chilometro zero” cosa vuol dire? Sono forse sinonimi? 

A Patti chiari il racconto dei clienti del gruppo Cadei. Che si sfogano: “Ci sentiamo raggirati!”, “Mi trovo ad avere un’auto più vecchia di un anno e per di più acquistata in Slovenia!”, e sui contratti di tutto questo non c’era traccia.

Sono oltre 200 le persone che in questi giorni hanno surriscaldato le sei linee telefoniche della helpline aperta da Polizia Cantonale e sezione della circolazione. Il racconto dei clienti segue lo stesso tracciato. Un racconto a senso unico che, secondo la magistratura, potrebbe profilare il reato di truffa. Un’ipotesi di accusa che ha già portato in carcere quattro persone. Si tratta del titolare del gruppo multimarca Cadei, presente in Ticino con tre concessionari, dei suoi due figli e di una dipendente.

Al momento dell’acquisto il contachilometri era sì vicino allo zero, ma formalmente, forse, l’auto non poteva considerarsi nuova, nel senso di “appena uscita dalla fabbrica”. Insomma, sembra proprio che i clienti abbiano pagato per un’auto venduta come nuova, ma che in realtà era già stata immatricolata in altri Paesi.

Nel reportage, carte grigie e contratti alla mano, Patti chiari ricostruisce quello che è successo ai clienti del gruppo Cadei. Sullo sfondo, i meccanismi delle importazioni parallele. Ma soprattutto, una domanda: si tratta davvero di un caso isolato?

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