PATTI CHIARI

Colloqui molesti

“Assistente personale del CEO cercasi”. E per le candidate, inizia l’incubo. L’inchiesta di Patti chiari

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Colloqui molesti

Patti chiari 24.04.2026, 20:45

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  • di Paola Leoni, Marco Dorici
Di: Paola Leoni, Marco Dorici 

È un’offerta di lavoro online per un posto di “segretaria personale del CEO” a Chiasso ad innescare la miccia di una storia che lascia senza parole.

Tutto parte da un annuncio finito sotto la lente di Patti chiari a metà febbraio e salito di recente agli onori della cronaca quando il co-presidente del PS Ticino Fabrizio Sirica ha lanciato la sua denuncia sui social: “Cercano una donna tra i 19 e i 40 anni, assolutamente libera da impegni famigliari, disponibile a esperienze nuove fuori dalle regole comuni – ha detto il deputato in Gran Consiglio Sirica, che a tal proposito ha anche inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato. “Se scrivi una roba del genere sembra che tu cerchi un’escort e non una collaboratrice, sembra che tu vuoi possederla e non lasciarla libera ad esempio di avere una famiglia”.

A cercare l’assistente di Direzione è quello che si auto-definisce un “manager di alto livello umano e professionale” . L’annuncio, insomma, è di quelli che solleva più di una domanda. Ma in un Cantone con un tasso di disoccupazione che supera il 6%, e dove anche migliaia di frontalieri passano al setaccio ogni offerta di lavoro, l’offerta richiama l’attenzione di molte donne in cerca di lavoro. E sono tante quelle che – spesso pur notando le anomalie – provano a inviare la propria candidatura, nella speranza che si tratti comunque di un’azienda seria: d’altronde nell’offerta di lavoro ci sono anche dettagli che sembrano rassicurare, come ad esempio la “retribuzione secondo contratto collettivo”.

Tutte le anomalie dell’annuncio di lavoro

È un “cacciatore di teste” della ARU Head Hunters di Lugano ad  analizzare nel dettaglio per Patti chiari  l’annuncio di lavoro e a sottolinearne elementi anomali, sospetti o addirittura discriminatori: dalla fascia d’età richiesta, troppo ampia e non mirata per una figura di assistente di direzione. Fino a, peggio ancora, il requisito “assolutamente libera da impegni familiari” che costituisce una domanda inammissibile secondo la legge svizzera. Anche la retribuzione secondo contratto collettivo svizzero appare inspiegabile: “A me non risulta che il personale amministrativo abbia un contratto collettivo” osserva correttamente il “cacciatore di teste“ Guido De Carli. E poi ancora: frasi come “disponibile a esperienze nuove fuori dalle regole comuni” appaiono fuori luogo. E infine l’auto-elogio del “CEO di alto valore umano e professionale” sembra dipingere il ritratto, secondo l’esperto, di una persona “con un ego pronunciato, e di un ‘CEO’ non molto in chiaro su ciò che cerca”. Insomma, si tratterà forse di “un mezzo bluff”? – sospetta l’esperto.

Il colloquio molesto

Ma la realtà è persino peggio di quanto immaginato, come emerge dal racconto di coloro che, dopo aver inviato la candidatura al famoso “CEO di alto valore umano e professionale” sono state convocate per un colloquio di selezione.

Patti chiari ne rintraccia diverse, una dopo l’altra, ascolta le loro testimonianze, e identifica una sorta di preoccupante copione che si ripete, seppur con qualche variazione sul tema.

Il datore di lavoro, a capo di due aziende del mendrisiotto con uffici a Chiasso e di una start up in centro Italia, dopo una fase di auto-celebrazione in cui si presenta come studioso e uomo straordinario e importante, sembra dilettarsi a porre domande inopportune, intrusive, intime. Poi vengono le osservazioni fuori luogo sul fisico delle candidate. E poi ancora: ci sono i racconti a sfondo sessuale (dei quali i protagonisti sono proprio il famigerato CEO e le sue ex assistenti), le volgarità, le allusioni: L’uomo parla della necessità di una “simbiosi” totale tra lui e l’assistente, che deve essere “sempre al suo fianco”. Il concetto di “viaggio di lavoro” si trasforma presto nella proposta di trascorrere qualche giorno in un appartamentino in riva al mare, magari nella stessa stanza… E a chi supera il disagio e prova a chiedere perché non sia possibile, per un’assistente della Direzione, dormire in una camera separata dal manager lui risponde che “sarà bellissimo e naturale” dormire insieme.

C’è persino chi ha raccontato di aver ricevuto un bacio: tanto indesiderato quanto inatteso.

Così tra le giovani donne che hanno subito questi colloqui molesti c’è chi si chi si è sentita “violata”, chi “umiliata, delusa, arrabbiata”. Diverse hanno avuto paura o addirittura, ci dicono, terrore: il colloquio, per molte tra loro, si è svolto a fine giornata o il sabato, quando in ufficio non c’era nessun altro.

Patti chiari invia… la propria candidatura

Per scoprire fino a che punto si spinge il “manager di alto valore umano e professionale” anche una giornalista della RSI si è candidata a quel posto di “assistente personale del CEO”. E ha documentato che cosa succede in quell’ufficio: dal copione che si ripete ai monologhi autocelebrativi, dalle domande personali (“Come mai sei sola a trent’anni?”) ai soliti aneddoti a sfondo sessuale, come quello della ex assistente che si spoglia nuda in un villaggio naturista.

L’imprenditore chiarisce il suo metodo di selezione: “Quando abbiamo aumentato la conoscenza, eh, io ti posso dire: ‘Mi piaci!’. E tu dovrai dire la stessa cosa. A quel punto parliamo di contratto, compensi”.

E il “percorso per aumentare la conoscenza “, chiarisce anche, “non è lavoro” e non sarà pagato: si tratterà per la candidata di “chattare con lui la sera dopo le nove” e poi di partire per una trasferta in centro Italia, in visita a clienti… A questo proposito, la giornalista in incognito viene invitata anche a firmare un accordo scritto dove, nero su bianco, si insiste sul fatto che il “percorso conoscitivo” non sarà considerato lavoro né retribuito e che la partecipante si assume la responsabilità per “comportamenti non conformi”.

Frasi che, alla luce di quanto viene detto durante il colloquio, sollevano quesiti e preoccupazioni.

L’inchiesta rivela anche che l’offerta di lavoro non è una novità degli ultimi mesi.

Un’altra vittima dello stesso datore di lavoro molesto ha vissuto un’esperienza identica un anno e mezzo prima: “Quanto sei pudica da 1 a 10?” – le aveva chiesto allora il manager.

Sono in totale una decina le donne ascoltate da Patti chiari.

L’avvocata Nora Jardini Croci Torti, condirettrice di EquiLab, è categorica: “È tutto, tutto, tutto sbagliato!”. Si tratta di molestie sessuali, definite tali sia dalla Legge sulla parità dei sessi che dal Codice Penale” Al di là del bacio, anche le sole parole indesiderate costituiscono reato. È inoltre una violazione della Legge sul lavoro, che impone al datore di tutelare la salute psichica dei collaboratori, fin dalla fase di assunzione.

Il titolare dell’azienda di Chiasso risponde

Messo di fronte alle accuse, il titolare dell’azienda ha concesso un’intervista. Non solo ammette di aver rimosso il requisito “libera da impegni familiari” solo in seguito alla “polemica”, ma continua a sostenere – in barba alla legge federale per la parità dei sessi - che una madre non può ricoprire il ruolo di sua “assistente personale” perché dovrebbe viaggiare spesso e “una mamma soffre se un figlio si ammala durante una trasferta”.

Difende anche il fatto di concentrare la ricerca della sua assistente tra donne in una fascia d’età “tra i 19 e 40 anni”: nel suo staff – spiega – ci sono tutte persone giovani: a me piace, diciamo così, la freschezza. Tanto per dire.”

E alla domanda se non ritiene che tutto ciò sia discriminatorio si giustifica cosÌ: “Mi sono capitate anche persone superiore a quell’età prevista, che comunque potevano funzionare tranquillamente… poi magari avevano altri problemi…”

In merito alle testimonianze raccolte sulle molestie sessuali durante i colloqui però, nonostante le evidenze, il manager nega tutto: né le numerose testimonianze raccolte, compreso quella di una giornalista RSI, né le registrazioni dei colloqui sembrano smuoverlo. L’imprenditore ha negato categoricamente ogni accusa di molestia. Ha definito “impossibile” la richiesta di dormire insieme, attribuendola a chi “capisce Roma per toma”. Ha bollato come “inventati” gli aneddoti a sfondo sessuale e l’episodio del bacio. E sulle domande invasive, inopportune o intime si è difeso sostenendo di aver “studiato medicina e psicologia in modo importante” e ha affermato di porre certe domande, che possono “essere fraintese”, per “fare un’analisi della persona” e “capire il soggetto”. Insomma, il manager molesto ha definito il proprio atteggiamento “professionale”, insistendo di essere una persona “estremamente rispettosa”. Il titolare della azienda del mendrisiotto si è rifiutato di rivolgersi alle vittime (“Non entro in quell’argomento!”) prima di andarsene, interrompendo l’intervista.

- Pari opportunità - contatto della Delegata per le pari opportunità:
https://www4.ti.ch/can/sgcds/pari-opportunita/pari-opportunita

- Prevenzione molestie sessuali: link al KIT di prevenzione delle molestie sul posto di lavoro e ai video “Molestie sessuali sul posto di lavoro” e “Obblighi del/della datore/trice di lavoro:
https://www4.ti.ch/can/sgcds/pari-opportunita/prevenzione-molestie-sessuali

- Laboratorio di psicopatologia del lavoro – contatto:
https://www4.ti.ch/dss/dsp/osc/chi-siamo/laboratorio-di-psicopatologia-del-lavoro

- Ufficio dell’Ispettorato del lavoro:
https://www4.ti.ch/dfe/de/uil/ufficio

- Rischi psicosociali sul posto di lavoro: stress, burnout, conflitti, mobbing e molestie sul posto di lavoro, cosa fare per evitarli?
https://www4.ti.ch/dfe/de/uil/protezione-lavoratori/rischi-psicosociali-sul-posto-di-lavoro

- Associazione Equi-lab : oltre ai servizi di consulenza individuale giuridico-sociale e formazione, Equi-Lab offre ad aziende e enti pubblici servizi di analisi, progettazione, valutazione e accompagnamento di progetti riguardanti l’equilibrio vita-cura-lavoro e la valorizzazione delle differenze di genere:
https://equi-lab.ch/

- Giornata di sensibilizzazione contro le molestie (21 aprile):
Sexual Harassment Awareness Day 

Presa di posizione:

  • Presa di posizione_Sezione del lavoro

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