Tutto parte da un’offerta di lavoro online per un posto di “segretaria personale del CEO” a Chiasso. A cercare l’assistente di Direzione è quello che si auto-definisce un “manager di alto livello umano e professionale”. E che, tra un requisito e l’altro, specifica che la candidata a quel posto di lavoro deve avere un’“età compresa tra 19 e 40 anni”, deve essere “assolutamente libera da impegni famigliari” e, oltre a svolgere un lungo elenco di normali compiti di segretariato, dovrà anche dedicarsi all’, “organizzazione di viaggi di lavoro e personali, con disponibilità ad accompagnare il dirigente”, ed essere “disponibile a esperienze nuove fuori dal comune”.
Un annuncio che solleva più di una domanda, certo, ma che - in un Cantone con un tasso di disoccupazione di oltre il 6% - non impedisce a molte donne in cerca di lavoro di sperare che quel posto, seppur un po’ anomalo, sia comunque serio, e di inviare una candidatura.
Inizia così, per loro, un vero incubo: chiamate al colloquio, dovranno subire il comportamento e le attenzioni moleste del titolare dell’azienda: non solo domande intrusive e intime e osservazioni fuori luogo sul loro fisico, ma anche racconti a sfondo sessuale, allusioni, volgarità. E questo è solo l’inizio di una serie di comportamenti molesti che davvero lasciano basiti e che diverse donne hanno raccontato a Patti chiari.
E non è tutto: per scoprire fino a che punto si spinge il “manager di alto valore umano e professionale” anche una nostra giornalista si è candidata a quel posto di “assistente personale del CEO”. E ha documentato che cosa succede in quell’ufficio.
https://rsi.cue.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari/Colloqui-molesti--3684881.html

