Dal 2022 è obbligatorio: ogni paziente deve ricevere copia delle fatture di visite e prestazioni mediche. Ma quanti verificano i giustificativi? Quanti si accorgono di imprecisioni, sviste, veri e propri errori o addirittura frodi? Patti chiari ha ricevuto numerose segnalazioni di cittadini arrabbiati per aver scoperto fatture gonfiate. Fatture che vanno a pesare sul borsellino ma anche sui costi della salute e sui premi di cassa malati sempre più elevati, soprattutto in Ticino. Casi isolati? Non proprio. Secondo un sondaggio dell’ACSI, l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana, che tutela anche i pazienti, ben il 60% dei partecipanti ha ricevuto almeno una volta una fattura non corretta. Ma come è possibile? Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni pazienti che ci raccontano cosa hanno scoperto e il percorso ad ostacoli che hanno dovuto affrontare per far valere le proprie ragioni e correggere le fatture…con la cresta.
E i medici? Come calcolano i tempi delle consultazioni, uno degli aspetti più contestati dai pazienti? Come stanno affrontando il cambiamento fra Tarmed e Tardoc, il nuovo tariffario ambulatoriale che ha lo scopo di garantire giustificativi più precisi e trasparenti? Abbiamo seguito il lavoro di un medico che si destreggia tra visite, urgenze, lettura di cartelle e fatturazioni. Quanto gli resta in tasca?
Poi ci sono le casse malati. Che ruolo hanno? Complessivamente ogni anno verificano 130 milioni di giustificativi. Il risultato è impressionante: 3.5 miliardi di franchi fatturati in eccesso. Ma come avvengono i controlli? Una grande cassa malati ci ha aperto le porte per svelarci il lavoro dei suoi investigatori. Le segnalazioni dei pazienti restano però fondamentali. Solo loro sanno esattamente quanto è durata una visita e a quali trattamenti sono stati sottoposti. E in caso di dubbi, chiedere spiegazioni è un loro diritto!
E voi, controllate le fatture? Avete scoperto errori e reclamato? La fattura è stata corretta da medici, fisioterapisti o altri operatori sanitari? Raccontateci le vostre esperienze e scrivete a pattichiari@rsi.ch indicando il vostro numero di telefono!



