Il grande fratello cinese

Puntata del 15.05 - Un'app invasiva, senza rispetto della privacy, per combattere l'epidemia

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All’origine del male, nel cuore dell’epicentro da cui è partito il contagio che ha sconvolto tutto il mondo. Le telecamere entrano nella città cinese a Wuhan, che ha ricominciato a vivere. Una vita scandita da controlli, verifiche, accertamenti, tutto grazie al tracciamento dei movimenti registrati dal telefonino.

Anche la Cina ha la sua App, ed è un sistema che traccia ogni spostamento, registra ogni posizione, ogni minuto, e lo comunica a un'autorità di controllo. Un vero grande fratello. Senza l’App non si fa la spesa, non si sale su un autobus, non si prende la metropolitana. Il sistema di tracciamento applicato dalle autorità cinesi è invasivo, un sistema che solo un regime autoritario può permettersi. Ma funziona dicono i cinesi. Ogni persona a rischio viene avvisata da un messaggio, il suo codice diventa incompatibile con quello con cui ci si deve registrare dappertutto, e scatta il semaforo rosso, e la quarantena obbligatoria.

Una giornata nella città cinese più colpita dal virus che lotta per evitare una seconda ondata e che usa ogni mezzo, improponibile in Occidente, pur di riuscirci.

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