Pedofili in chat

Puntata del 16.4 - Patti chiari crea un falso profilo di una 13enne e…  vede l’effetto che fa

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Lui ha 46 anni, lei 13. Si sono conosciuti online. Lui l’ha corteggiata, nonostante la sua tenerissima età, fino a convincerla ad incontrarsi. Non sapeva però che dietro quel profilo non c’era una timida e sprovveduta ragazzina di Lugano, ma un giornalista di Patti chiari. Si sarà presentato all’appuntamento?

Funziona così, si fingono adolescenti in cerca di amicizie virtuali o ragazzini timidi in vena di confidenze online. In altri casi non esitano a mostrarsi per ciò che sono: adulti in caccia di minorenni.

Quasi un minorenne svizzero su due ha già ricevuto avance sessuali da parte di un adulto sui social network, Facebook, Instagram o TikTok. E durante la pandemia, complici la mobilità ridotta e il telelavoro, il numero di adescamenti di minori online ha fatto registrare in tutto il mondo un ulteriore preoccupante balzo.

Chi sono le vittime e chi sono i carnefici? Patti chiari si è immerso in questo terribile universo, fatto di chiacchiere a sfondo sessuale, di scambi di immagini pornografiche, di proposte oscene, di pulsioni represse sfogate su una tastiera o davanti a una webcam. Lo ha fatto creando un profilo falso di una ragazzina tredicenne per immergersi nel lato più oscuro di internet. Cosa sarà capitato alla nostra adolescente virtuale?

Ne discutiamo in diretta con Anna (nome di fantasia), ragazza ticinese adescata da un pedofilo su internet, Serdar Günal Rütsche, capo dell’unità di polizia informatica di Zurigo, Myriam Caranzano, rappresentante dell’Associazione ticinese protezione infanzia e Filippo Cortigiani, gerente della piattaforma Chatitaly.

Prese di posizione

 
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