Incastrati nel traffico

Puntata del 18.2.22 - Automobilisti ticinesi sull'orlo di una crisi di nervi

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Un’immagine che ormai è diventata un simbolo: la lunga coda di automobili che tutte le mattine procedono a passo d’uomo lungo l’autostrada A2 da Chiasso a Lugano. Risultato? Per percorrere una trentina di chilometri di strada a volte ci vuole più di un’ora, oltre il doppio rispetto a quanto ci si impiegherebbe normalmente. Ma in Ticino la martoriata A2 nel Mendrisiotto è solo la punta dell'iceberg. Il Malcantone, l’agglomerato di Lugano, il piano di Magadino, l’entrata e l’uscita dalle città di Bellinzona e Locarno: tutte zone dove nelle ore di punta il traffico esplode e rischia puntualmente di collassare.

 

Una situazione esasperante per gli automobilisti e se a dirlo è addirittura chi quelle strade le amministra…beh, c’è da crederci. Rimasto a lungo fermo in coda qualche mese fa sulla A2 a Lugano, il consigliere di Stato e responsabile del dipartimento del territorio Claudio Zali aveva definito la situazione “inaccettabile”. E allora abbiamo voluto vederci chiaro e siamo saliti in auto con lui seguendolo nel suo tragitto casa-lavoro.

Ma come si spiega che puntualmente in certe ore e periodi dell’anno le strade della Svizzera italiana si intasino? Possibile che in tutti questi anni non siano state prese delle contromisure adeguate ed efficaci? E come la mettiamo con l’utilizzo dei trasporti pubblici? In tutti questi anni aumento dell’offerta, incentivi e promozioni varie non hanno contribuito a migliorare la situazione?

Tante domande alle quali abbiamo cercato di rispondere seguendo nei loro tragitti quotidiani molti comuni cittadini, che si spostano regolarmente in auto, a piedi, in bicicletta, in treno o in bus. Con una sfida “à la Patti chiari”: auto contro mezzi pubblici. Quali sono gli ostacoli più comuni da superare? Se per chi viaggia in treno e in bus c’è da fare i conti con coincidenze e ritardi, chi viaggia in auto spesso si imbatte in cantieri che mettono a dura prova la pazienza. Con corsie che si restringono, limiti di velocità che si abbassano oppure circolazione su una sola corsia regolata da agenti di sicurezza e semafori. Pensate che ogni giorno in Ticino sulle strade cantonali ci sono almeno 50 cantieri aperti contemporaneamente che d’estate si moltiplicano addirittura per 10 toccando quota 500. Senza contare quelli autostradali… e in alcuni casi rimangono aperti per anni per poche centinaia di metri di strada da rifare. Ma com’è possibile?

Per evitare questi e altri inconvenienti alcuni cittadini hanno deciso di voltare definitivamente pagina abbandonando l'automobile: con quali vantaggi? Il loro racconto nella serata di Patti chiari tutta dedicata alla (im)mobilità in Ticino con un confronto tra cittadini sull’orlo di una crisi di nervi e chi è chiamato a gestire e amministrare la rete viaria.

Ne discutiamo in studio con Claudio Zali, direttore dip. Territorio, Marco Guscio, capitano della Polizia cantonale, Marco Passalia, deputato PPD in Gran Consiglio, Pau Origoni, capo Ufficio statistica TI e Pietro Bazzero, cittadino.


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