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L’artigiano ambulante suona più e più volte! 

Lavori mal fatti, prezzi elevati ma anche veri e propri raggiri: tutti i rischi delle offerte “porta a porta” 

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L’artigiano ambulante suona più e più volte! 

Patti chiari 20.02.2026, 22:30

  • Ti-Press
Di: Michele Rauch, Gioele Di Stefano 

Setacciano le aree urbane come le campagne. Arrivano dall’estero ma a bordo di automobili con targhe svizzere. E in Svizzera sono registrate anche le loro ditte: niente uffici né depositi, solo una buca delle lettere presso fiduciarie compiacenti, in Romandia o nella Svizzera tedesca. Tra l’estate e l’autunno scorso, il Ticino è diventato “territorio di caccia” per diversi artigiani ambulanti. Suonano al campanello delle abitazioni unifamiliari e propongono ai proprietari di pulire le facciate esterne della casa o altri lavoretti di manutenzione. Per apparire più credibili e affidabili a volte escogitano piccoli sotterfugi. Ad esempio, l’aggiunta sul proprio biglietto da visita di un indirizzo locale…del tutto fasullo. Possono essere insistenti o persino assillanti, in particolare con gli anziani e le persone più vulnerabili. E se gli si presenta l’occasione, non si fanno scrupoli a spillare un sacco di soldi al malcapitato di turno. Ma chi sono? E da dove vengono?

Zero professionalità

Patti chiari si è messo sulle loro tracce e ha raccolto le testimonianze di chi – messo sotto pressione - ha finito per affidargli dei lavoretti, pentendosene nell’arco di poche ore. Alla signora Lucia, una pensionata del Sopraceneri, hanno pulito le facciate esterne della casa, macchiate da muffe verdi: “Erano in due, hanno lavorato meno di due ore e volevano 1’700 franchi subito e in contanti.” La pensionata si è ben presto resa conto che gli artigiani avevano lavorato male: il detergente a base di candeggina, spruzzato frettolosamente e alla bell’e meglio sui muri, aveva imbrattato finestre, tapparelle, la pavimentazione in pietra del vialetto, bruciando anche l’erba e le piante alla base dei muri. Per far ripulire tutto, Lucia ha dovuto pagare un giardiniere e un’addetta alle pulizie. E così, quando i due artigiani sono tornati per batter cassa, lei – spalleggiata dalla figlia - si è rifiutata di pagarli. La vicenda si è risolta con l’arrivo della polizia: i due sono stati fermati per accertamenti e poi rilasciati. Si tratta di cittadini francesi, residenti in Francia. La ditta, Kreutzer Peinture, ha sede presso una fiduciaria di Monthey, in Vallese.

L’occasione fa l’artigiano ladro

È andata peggio, molto peggio, a un ultranovantenne, manipolato e raggirato subdolamente dagli stessi artigiani ambulanti di Kreutzer Peinture. “Hanno insistito a tal punto” – ha raccontato la figlia a Patti chiari – “che mio padre, sfinito, ha acconsentito a farsi pulire le facciate della casa”. Gli artigiani ci sono andati giù pesanti: dopo mezza giornata di lavoro, hanno preteso dall’anziano addirittura 16 mila franchi. Una somma esorbitante che l’uomo, messo sotto pressione, ha pagato sull’unghia. La figlia, dopo aver saputo della disavventura, ha chiamato la polizia. Invano: i buoi erano ormai fuori dalla stalla.

Trucchetti per apparire più credibili

Patti chiari ha anche intervistato il titolare di un’impresa di pittura ticinese. Sul biglietto da visita di Kreutzer Peinture figurava infatti anche un indirizzo di Lugano, dove in realtà ha sede la ditta dell’imprenditori ticinese. Un espediente escogitato dagli artigiani francesi per apparire più credibili e ridurre la diffidenza. “Ho ricevuto molte chiamate di protesta da persone che avevano avuto a che fare con questo artigiano e che hanno immaginato” - annota il titolare della ditta ticinese – “che io collaborassi con lui. In realtà io non so chi sia”. L’imprenditore è quindi convinto di aver subito un danno d’immagine e sta pensando alla possibilità di una denuncia per concorrenza sleale.

Un castello di bugie

Contattato telefonicamente, il titolare di Kreutzer Peinture ha tentato di difendersi nascondendosi dietro un castello di bugie. Un esempio? Quando il giornalista di Patti chiari gli ha contestato i 16 mila franchi spillati all’ultranovantenne per mezza giornata di lavoro, l’artigiano ambulante ha negato di essere stato lui. E ha addirittura ipotizzato che qualcun altro abbia usato il suo bigliettino da visita, spacciandosi per lui. Insomma, più che di lavaggio di facciate, siamo di fronte a un vero professionista di…arrampicate sui vetri.

Ditte diverse, stesso modus operandi

In autunno nella Svizzera italiana non era attiva solo la ditta Kreutzer Peinture. Una pensionata del Mendrisiotto ha avuto a che fare con altri artigiani itineranti. E anche per lei l’esperienza è stata traumatica. “Si sono messi a ripulire le facciate” – racconta la donna – “nonostante io avessi detto che non potevo permettermelo”. Il copione si ripete: dopo un paio d’ore di lavoro, arriva la richiesta di un compenso esorbitante: 5 mila franchi. “Hanno insistito per accompagnarmi in banca a prelevare”. La signora per fortuna rifiuta. E a fatica riesce a farli andar via. Quando, dopo un paio d’ore, gli artigiani tornano nella speranza di incassare, la pensionata non apre la porta. Allora la bombardano di telefonate, un centinaio in un paio di giorni. E le mandano anche dei messaggi minatori sul cellulare: “Non sarà domani, ma stai pur certa, ti do la mia parola digitale di zingaro che ti vengo a trovare”. Insomma, persone con le quali è meglio non avere a che fare.

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